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Umberto Palazzo, Keith Richards e quelli che non sanno le cose

Keith Richards Hip Hop
Foto dal profilo Fb di Richards ” Septemper 11th 2015, London”
Mi domando seriamente perché le persone continuino a gridare all’anatema quando Keith Richards, chitarrista e membro fondatore degli Stones, risponde sinceramente a delle domande o esprime un parere musicale. Di solito risulta un po’ strano quando un artista critica un collega, magari pesantemente, però c’è una cosa importante da non trascurare quando una persona esprime un giudizio: l’autorità. Keef è una personalità autorevole nel suo campo che ha un linguaggio semplice e mira al concetto; ciò significa che ha macinato chilometri e di sicuro non parla a vanvera quando esprime un suo personale gusto (affinato con gli anni). 
Che poi anche noi nella nostra carriera di ascoltatori facciamo il buono e il cattivo tempo con le note che passano dentro le nostre orecchie e quindi? Potrei scrivere moltissime cose su personaggi autorevolissimi del mondo della musica che non mi piacciono, dando le mie motivazioni, giustificando il mio gusto. La cosa importante non è l’incipit ma la fine del discorso. 
Detto questo, ieri ho letto uno status interessante su FB, scritto da Umberto Palazzo, artista, dj, musicista italiano che di sicuro vive nel mondo della musica da molto tempo e alla cui opinione dò sempre peso (anche se talvolta non condivido). In questa riflessione, che quoto al 100%, Umberto si è rivolto a quelli che hanno dimenticato, o non sanno, chi sia Keith Richards. 

Umberto PalazzoA me piacciono i Beatles, i Black Sabbath, i vecchi Metallica, i Grateful Dead e l’hip hop.
Allora…
Abbiamo uno che solo con i diritti di “Bitter Sweet Symphony” ha guadagnato quello che una persona media guadagna in dieci vite e senza muovere un dito, è una personalità che ha segnato la storia della musica, del suo strumento e del costume, è tuttora in una band che è fra le dieci che guadagnano di più, è quello che più di chiunque altro ha contribuito a definire la parola rock ed è quello che meglio di tutti lo ha incarnato. Semplicemente nel suo settore è un dio e uno dei più importanti. Last but not least è un genio. Come lui non ce ne sono stati più che altri quattro o cinque (il suo socio, quelli di Liverpool, Dylan).
Ora questa persona, anziana e più che mai senza peli sulla lingua (se mai li ha avuti), dice senza filtri quello che pensa di certa musica e di certi artisti, cose che per altro, se conoscete la sua musica e la coerenza che lo ha sempre contraddistinto, le cose che ha sempre detto, tutto quello che fa, il suo amore per il blues e la musica delle radici, avreste da tempo dovuto capire da soli.
Avreste dovuto capire che certa musica non può che fargli schifo. Che lo dica esplicitamente è solo la conferma di una cosa che avreste già dovuto sapere.
Ma non potete tollerare che Keith Richards non la pensi come voi, che non gli piaccia musica che a voi piace, non provate a chiedervi perché, quali siano i meccanismi che fanno funzionare la mente e la visione estetica di un artista, che come tutti, anzi più di tutti ha cose che ama e cose detesta e che costruisce la sua musica tanto sul non fare le cose che detesta quanto sul fare le cose che ama e quindi gli date del ROSICONE e dell’OPPORTUNISTA CHE VUOLE SOLO PROMUOVERE IL SUO ULTIMO ALBUM.

Ehi! Davvero basta, finiamola qui.
A parte che non vedo nessuno che prenda le difese dell’hip hop o dell’elettronica, ovviamente perché a voi non piace e su cui probabilmente buttate merda quotidianamente e a cuor leggero e senza dare a voi stessi dei rosiconi.

 

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The Flaming Lips, With a Little help from my fwends

Flaming Lips sono una band che suona da oltre 30 anni e Sgt.Peppers é uno dei dischi più acidi e psichedelici dei Beatles. Ecco un tributo colorato dei primi ai secondi con una rivisitazione originale di questo classico intramontabile. Ho ascoltato l’anteprima qualche giorno fa e finalmente da oggi sarà disponibile sul mercato.  In effetti é difficile immaginare un’intera cover del disco Sgt. Peppers Lonely Hearts Club Band che non sia scontata, perché questo é un album molto complesso, studiato a tavolino “quasi” interamente da Paul McCartney, in cui nulla, proprio nulla é lasciato al caso.

Flaming Lips, With a Little help from my fwends
Il progetto dei Flaming Lips é audace e si avvale di una marea di collaborazioni, una per ogni pezzo; di queste alcune sono quasi “ovvie” come quella dei Foxygen e Dr.Dog,  altre sono invece inaspettate e controcorrente come quella spettacolare di Miley Cyrus che assieme a Moby contribuisce a creare una fantastica “Lucy in the sky with diamonds”, vera punta di “diamante” del disco. 
Tra i pezzi più interessanti ci sono Fixing a Hole, in cui i collaboratori d’eccezione sono gli Electric Wurms, mentre Whitin You without you, in collaborazione con Birdflower & Morgan Delt risulta essere una vera bomba psichedelica: fantastica.  Oltre a questi la già citata Lucy in the sky with diamonds A day in the Life sono tra gli esperimenti meglio riusciti
Il risultato, apprezzabile anche dai Fan più integralisti dei Beatles, é infatti da interpretare come una rilettura tutt’altro che amatoriale, scritta con amore ma al contempo dal risultato quasi dissacrante, frivolo e irriverente. Questi ingredienti di consapevolezza e destrutturazione contribuiscono a creare un tributo strano, a tratti quasi fastidioso, che però si fà amare sin dalla prima nota con i suoi colpi di Synt e suoni ultra pop shakerati a dovere. Il disco mi piace, mi piace molto e vi consiglio l’ascolto. 
Curiosità:
Nel loro Tour si son spesso incontrati con Sean Lennon che con la band GOASTT, ha anche partecipato ad alcune date. Sono disponibili foto e video sul suo profilo instagram.

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