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Robert Fripp, i King Crimson e la Frippertronics

I King Krimson sono comparsi nella mia vita durante la prima settimana di scuola della quarta ginnasio quando, parlando della mia stupenda cassettina Aqualung dei Jethro Tull, scoprii che la mia compagna di classe aveva una collezione di vinili Prog. Mi disse “tra tutti i gruppi il preferito di mio padre sono i King Crismson” e io con entusiasmo infantile tirai fuori una cassettina dalla borsa e le chiesi di registrarmelo. L’album era in The Court of … Ma chi è Robert Fripp, acclamato da tanti come il Beethoven del ‘900?
 
Nato nel 1946  nel Dorset, Robert ha iniziato a suonare praticamente in fasce e da subito si è contraddistinto per due cose, il gusto e l’attitudine.  In pratica in un mondo in cui in tanti arrivano a 30 anni senza conoscere il loro obiettivo, Robert ci ha lavorato su dall’ età di 10 anni, investendo tutte le sue energie nel suo progetto musicale. Robert desiderava ardentemente riscrivere la storia del rock su basi prettamente razionali, nel 1969 dichiarò:

Il rock può far capo alla testa oltre che ai piedi.

Questa semplice affermazione l’ha marchiato a fuoco “relegandolo”, come se la cosa fosse un’eresia, nella schiera degli artisti intellettuali. Rock e intelletto, le due cose dovevano suonare proprio male! Il Maestro Fripp ha letteralmente inventato alcuni metodi per chitarra basando il suo approccio allo strumento sulla sperimentazione: le sue architetture sonore sono costruite sempre in chiave personalissima portandolo a spaziare nelle scale poco battute dai suoi colleghi della sei corde. Volendo generalizzare, parlando per luoghi comuni, Fripp si è approcciato alla musica rock con fare jazzistico, spazzando via il fare classico; ha creato anche la Frippertronics, un’accordatura, un metodo tutto suo. Famoso per la sua ironia inglese e per le citazioni, Robert Fripp è universalmente riconosciuto come un Genio, il Beethoven dei nostri giorni, al quale moltissimi musicisti ancora si ispirano.

Ho cominciato a suonare la chitarra a undici anni, nel 1957, pochi giorni prima di Natale. Non avevo né orecchio musicale né senso del ritmo. Non sarebbe stato possibile immaginare qualcuno musicalmente meno dotato di me. Quando sei così a secco di doti naturali, devi per forza cominciare a riflettere e a farti delle domande sulla natura del suono. Che cos’è che non ti permette di avvertire la differenza tra una nota e l’altra? Quali sono le parti dell’organismo che reagiscono alle diversi componenti della musica? Dove sono le barriere e i blocchi? Che cosa puoi fare per eliminarli?

In molte interviste vien fuori il lato analitico dell’artista, l’anti Hendrix per eccellenza. Se l’uno è stato uno studente diligente, celebrale, l’altro ha fatto dell’improvvisazione e dell’istinto il suo punto di forza.

È strano, irrazionale ma dopo due o tre mesi soltanto che mi avevano regalato per Natale la prima chitarra io già sapevo che sarei diventato un chitarrista di professione. A diciasette anni ho detto a mia madre che desideravo diventare un musicista professionista. Lei è scoppiata a piangere. e ho dovuto rimandare di qualche anno.

Fu nel 1967, leggendo un annuncio su un giornale, che conobbe i fratelli Giles, il batterista Micheal e il bassista Pete con i quali fondò i “Giles, Giles and Fripp“. Il trio  si trasferì a Londra in cerca di fortuna raccattando qualche serata in alcuni night club. Nel 1968 i Giles, Giles and Fripp registrarono The Cheerful Insanity Of Giles, Giles and Fripp, un disco di maniera un po’ surreale che si  rivelò un fiasco. Si aggiunsero Ian McDonald e il visionario Pete Sinfield, con il suo rudimentale light-show, una manciata di canzoni e un nuovo nome, King Crimson. Pete Giles abbandonò lasciando spazio a Greg Lake. La band si fece subito notare nella Londra psichedelica di quegli anni. Entusiasta del suo progetto musicale Robert scrisse comunicati stampa come questo:

Scopo fondamentale dei King Crimson è organizzare l’anarchia, utilizzare il potere latente del caos e permettere a svariate influenze d’interagire e trovare il proprio equilibrio. Di qui la musica si evolve naturalmente, piuttosto che svilupparsi per linee predeterminate. Il repertorio, ampiamente variabile, ha come tema comune il rappresentare gli umori mutevoli delle stesse cinque persone.

La tecnica sviluppata negli anni settanta, la frippertronics, si evolve negli Soundscapes degli anni ’90. Tra il 1984 e il 1991 Robert Fripp fondò e fu attivo come docente nella scuola la Guitar Grafty per insegnare tecnica musicale, facendo numerosi seminari in giro per il mondo. Nel corso degli anni ha suonato con moltissimi musicisti del calibro di David Bowie e David Sylvian.

Rock4Pino

In seguito alla recente scomparsa di Pino Daniele ho constatato sia sul web sia chiacchierando con amici che è davvero un artista molto amato. In effetti, nonostante io non l’abbia mai seguito con attenzione, l’ho comunque sempre apprezzato, era davvero un professionista. Tra le altre cose ha fatto per un po’ parte dei Napoli Centrale in qualità di bassista e dopo la sua scomparsa ho visto una bellissima intervista di James Senese in cui ha parlato delle preziose qualità di Daniele, un bell’omaggio da un collega davvero in gamba! Questi giorni mentre parlavo con un amico della scomparsa di Pino Daniele mi ha segnalato un contest per i suoi fan, Rock4Pino i cui vincitori avranno l’intera discografia del cantante napoletano! Vi allego le istruzioni per partecipare al contest. In bocca al lupo!
Avete un ricordo particolare su Pino Daniele?
OptiMagazine vi regala la possibilità di vincere la discografia completa di Pino Daniele.
Per partecipare è necessario registrare un video di max 15 secondi con un messaggio personale e caricarlo sul proprio Instagram con l’hashtag #ROCK4PINO
Il messaggio più votato entro il 20 Luglio 2015 sarà premiato con la discografia digitale o fisica completa di Pino Daniele. leggi qui per maggiori info su  #Rock4Pino .
Buzzoole

Musica: la nuova campagna crowdfunding by Postepay

PostepayCrowd@Music

Il crowdfunding è il nuovo metodo per finanziare un progetto, in pratica le belle idee rimaste troppo tempo nel cassetto oggi possono diventare realtà grazie a finanziatori privati che con donazioni libere scelgono di appoggiare un’idea.

 

 
Da oggi è possibile realizzare il proprio progetto musicale grazie all’ iniziativa di PostepayCrowd@Music, il suo obiettivo è quello di dare un’opportunità alle band emergenti grazie anche al coinvolgimento di amici, parenti e persone che amano il rock e la musica dal vivo. Alla fine della campagna di crowdfunding, le prime cinque band che avranno ottenuto più contributi dai loro supporter, oltre i 5.000 €, saranno sostenute anche da Poste Italiane e Visa con altri 5.000 €.

 

 

                                                                GUARDA IL VIDEO

 

Come posso partecipare?
Per partecipare al PostepayCrowd@Music devi innanzitutto iscriverti e inserire il tuo progetto sul sito della Postepay.
E poi?
Il PostepayCrowd@Music è diviso in 3 fasi:
1. Invio dei progetti dal 12 al 30 maggio
2. 12 Giugno – 4 Luglio
A partire dal 12 giugno si avranno a disposizione 24 giorni per farsi sostenere da almeno 100 persone. Se in data 4 luglio sarai tra le prime 5 band ad aver ottenuto più contributi, oltre ai 5000 euro del PostepayCrowd@Music, riceverai da Poste Italiane e altri 5.000 euro.
3. Dal 5 al 20 luglio saranno pubblicati sulla piattaforma i video con inedito delle 5 band che avranno raccolto un maggior budget.
In data 20 luglio la band vincitrice aprirà il concerto dei Subsonica al PostePay Rock in Roma.
Come posso sostenere un progetto?
Per sostenere un’idea vincente devi iscriverti su Eppelea, seleziona il progetto che ti ha conquistato e fai la tua donazione tramite carta di credito o prepagata.
Per maggiori informazioni visita il sito 

Buzzoole