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Revolution, quando i Beatles fecero infuriare Nina Simone

Revolution. C’era una volta un mondo culturalmente impegnato in cui gli artisti non se la mandavano a dire e si sparavano addosso note e cotronote in una vera battaglia sonora. In Italia un caso eclatante, dai contorni decisamente scanzonati, è quello dei due amici Celentano/Gaber che si son fatti la “guerra” con due pezzi quali il ragazzo della Via Gluck e la risposta al ragazzo della via Gluck. 
Bene. 
Nina Simone Revolution
Tutti conosciamo i Beatles, uno dei loro album più impegnati e impegnativi è senz’altro l’album bianco uscito nel novembre 1968 e comunemente chiamato “il doppio”. Tra tutti i brani del White album uno dei più famosi e discussi è senz’altro il pezzo Revolution di John Lennon (anche se per questioni discografiche è considerato un Lennon McCartney).
La canzone è ispirata al fermento rivoluzionario di quegli anni, in particolare le lotte studentesche europee. Il brano esplica il cambio di interesse di Lennon che lo porterà, lontano dai fab four, a scrivere moltissime canzoni dal contenuto socio politico. John, pacifista convinto, si è fatto portavoce del movimento non violento e in un certo senso “reazionario” in un momento storico molto delicato in cui la violenza sembrava essere l’unica chiave di svolta. Il brano ha avuto grande impatto, l’obiettivo dell’autore è rassicurante “vedrai che si aggiusterà tutto” il che ha fatto insorgere alcune polemiche, soprattutto fra gli artisti rivoluzionari impegnati sul fronte delle battaglie razziali.

You say you want a revolution
Well, you know We all want to change the world
You tell me that it’s evolution
Well, you know We all want to change the world
But when you talk about destruction
Don’t you know that you can count me out
Don’t you know it’s gonna be all right?
All right, all right
You say you got a real solution
Well, you know
We’d all love to see the plan
You ask me for a contribution
Well, you know
We’re all doing what we can
But if you want money
For people with minds that hate
All I can tell is brother you have to wait
Don’t you know it’s gonna be all right?
All right, all right
You say you’ll change the constitution
Well, you know
We all want to change your head
You tell me it’s the institution
Well, you know
You better free you mind instead
But if you go carrying pictures of chairman Mao
You ain’t going to make it with anyone anyhow
Don’t you know it’s gonna be all right?
All right, all right!

 
“Volevo dire la mia sul movimento rivoluzionario, era il momento giusto e i tempi erano maturi anche per dare risposte sulla guerra in Vietnam. Volevo che le persone sapessero che anche io pensavo in termini rivoluzionari, iniziai a rifletterci su quando ero in India. Continuo ad avere la sensazione che tutto andrà bene e che Dio ci salverà, per questo ho scritto Revolution, sono convinto che le cose si metteranno a posto. Volevo parlarne, prendere parte alla rivoluzione, volevo dire a te e a tutti gli ascoltatori “tu cosa ne pensi? Io penso questo!”
John Lennon, Rolling Stone 1970
John Lennon revolution
Il pezzo non passò certo inosservato e fece andare su tutte le furie un’artista rivoluzionaria, per nulla pacifista, Nina Simone che prese la base del pezzo, riadattandola e ribaltandola e ci scrisse sopra la sua risposta, la sua Revolution.


And now we got a Revolution
Cause i see the face of things to come
Yeah, your Constitution
Well, my friend, its gonna have to bend
Im here to tell you about destruction
Of all the evil that will have to end.

Some folks are gonna get the notion
I know theyll say im preachin hate
but if i have to swim the ocean
well i would just to communicate
its not as simple as talkin jive
the daily struggle just to stay alive

Singin about a Revolution
because were talkin about a change
its more than just evolution
well you know you got to clean your brain
the only way that we can stand in fact
is when you get your foot off our back

Nina Simone, pianista classica è diventata un’artista Jazz e Blues per caso mentre cercava di sbarcare il lunario. Il suo impegno civile la ha portata a misurarsi con i più grandi intellettuali dell’epoca. La morte di Martin Luther King e la censura dei media nei suoi confronti la hanno devastata a tal punto che a un certo punto ha lasciato gli Stati Uniti per trasferirsi in Liberia smettendo di cantare. Il pezzo Revolution non ha avuto il successo che Nina si aspettava ed è stato boicottato dalle radio che rimandavano il 45 giri al mittente rotto in mille pezzi.
Mi son sempre piaciuti i Beatles come band, anche oggi ma, Cristo, è stato spiacevole essere una giovane rivoluzionaria negli anni ’60 e sentirli uscir con un pezzo contro il movimento rivoluzionario. Chiaramente il pezzo dei Beatles è stato scritto dal punto di vista dell’ establishment. Frasi come “minds that hate” e “Chairman Mao” non avevano alcun senso per le persone che stavano cercando di sopravvivere lottando per la libertà nel terzo mondo, senza menzionare le lotte razziali degli Stati Uniti. 
Nina Simone
Credo che sia stata interessante la risposta di Nina Simone. La sua Revolution aveva una musica molto bella e simile, ma non troppo, alla nostra. Mi sono emozionato perché qualcuno del suo calibro ha reagito immediatamente alle mie parole.
John Lennon, 1971
 
Esempi come questo sono la dimostrazione di quanto l’arte sia importante e fondamentale in tutta la storia dell’Uomo. Siamo animali artistici e la musica è un qualcosa di così ancestrale e allo stesso modo contemporanea. Abbiamo bisogno di Artisti, di menti brillanti e soprattutto non dobbiamo dimenticare il passato.