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Io non tremo. Eagles of death metal e la strage di Parigi

Questa è la prima volta che scrivo il titolo del post prima di mettermi a scrivere. 
L’arte e in generale la musica sono degli importanti catalizzatori della verità, della storia, quella vera e la descrivono offrendo spunti di riflessione autentici. In questi giorni l’attentato a Parigi durante il concerto degli Eagles of Death Metal ha scosso e diviso le persone tra quelle che si sentono vicine a Parigi e altre che guardano più in là e si sentono coinvolti anche da tragedie che distano più km dalla loro casa, cosa giustissima e lecita.
 
Vi racconto una storia…
Qualche tempo fa parlavo con due amici che amano moltissimo Parigi e ho pensato di regalare un weekend in questa città a me e al mio compagno, così ho vagliato i concerti in città sino a dicembre e mi son soffermata su quello degli Eagles of Death Metal, che a dirla tutta non sono uno dei gruppi che ascolto di più ma sarebbero stati perfetti per una tre giorni fuori casa. Alla fine non s’è fatto nulla perché quando arriva il momento di prendere il biglietto aereo per Parigi, puntualmente, non acquisto o ne compro uno per l’Inghilterra, luogo in cui ho vissuto e che sento molto mio. Non c’è una ragione specifica per cui io non sia mai stata a Parigi, fatto sta che in quel concerto potevo esserci anche io. La cosa che sconvolge tante persone è proprio questa, alcuni amici che ascoltano gli EODM potevano essere lì quella sera, lo scenario era assolutamente calzante per il tipo di viaggi che io e gran parte delle mie conoscenze facciamo. Il concerto rock, unico sfizio per chi come me sbarca a stento il lunario, è uno di quegli svaghi ancora concessi, ogni tanto, insomma in quel teatro potevo esserci io o mio fratello. Era uno scenario vicino al mio stile di vita.
La morte è brutta ovunque accada, ma purtroppo le ragioni politiche sporcano il lutto e fanno sembrare quasi nulle le centinaia di morti avvenute dal’altra parte del mondo. Poi discutere dei morti come fossero pedine del Risiko fa davvero pena. Non to facendo questo. Io ho massimo rispetto per tutte le vittime della guerra, ovunque nel mondo.
Ho scelto per voi 5 pezzi i cui titoli compongono un concetto compiuto:
“Imagine,
Wake up.
Power to the people.
Talking about revolution
People have the power!”
 
Il primo pezzo, Imagine, lo conosciamo tutti, è un brano di John Lennon, estratto dall’omonimo album del 1971, racconta di come il mondo dovrebbe essere.

Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace

Il secondo, Wake Up è un potentissimo pezzo dei Rage Against The Machine in cui si parla di quelli che girano e rigirano, di quelli che giustificano. il brano è contenuto nell’omonimo disco del 1992.

Movements come and movements go
Leaders speak, movements cease
When their heads are flown
‘Cause all these punks
Got bullets in their heads
Departments of police, the judges, the feds
Networks at work, keepin’ people calm
You know they went after King
When he spoke out on Vietnam
He turned the power to the have-nots
And then came the shot

 
Power to the People è un altro brano di Lennon sempre del 1971 ed è un’affermazione importante, seguita a importanti conquiste popolari contro la discriminazione razziale.

A million workers working for nothing
You better give ‘em what they really own
We got to put you down
When we come into town
Singing power to the people
Power to the people
Power to the people
Power to the people, right on

 
Talking about a Revolution è un pezzo del 1988 scritto dall’allora ventiquatrenne Tracy Chapman. Questo è un brano molto molto potente e la parola Revolution è quasi sussurrata. L’album tutto è uno dei migliori pezzi di cantautorato. Tracy descrive l’illusione del sogno americano e la realtà.

Don’t you know
They’re talkin’ bout a revolution
It sounds like a whisper
Don’t you know
They’re talkin’ about a revolution
It sounds like a whisper

While they’re standing in the welfare lines
Crying at the doorsteps of those armies of salvation
Wasting time in the unemployment lines
Sitting around waiting for a promotion

Poor people gonna rise up
And get their share
Poor people gonna rise up
And take what’s theirs

Don’t you know
You better run, run, run…
Oh I said you better Run, run, run…
Finally the tables are starting to turn
Talkin’ bout a revolution

 
People have the power è un altro pezzo del 1988 estratto dall’album Dream of Life ed è scritto da uno dei miei artisti preferiti, Patti Smith.

I was dreaming in my dreaming
of an aspect bright and fair
and my sleeping it was broken
but my dream it lingered near
in the form of shining valleys
where the pure air recognized
and my senses newly opened
I awakened to the cry
that the people have the power
to redeem the work of fools
upon the meek the graces shower
it’s decreed the people rule

The people have the power
The people have the power
The people have the power
The people have the power

Vengeful aspects became suspect
and bending low as if to hear
and the armies ceased advancing
because the people had their ear
and the shepherds and the soldiers
lay beneath the stars
exchanging visions
and laying arms
to waste in the dust
in the form of shining valleys
where the pure air recognized
and my senses newly opened
I awakened to the cry

Where there were deserts
I saw fountains
like cream the waters rise
and we strolled there together
with none to laugh or criticize
and the leopard
and the lamb
lay together truly bound
I was hoping in my hoping
to recall what I had found
I was dreaming in my dreaming
god knows a purer view
as I surrender to my sleeping
I commit my dream to you

The power to dream, to rule
to wrestle the world from fools
it’s decreed the people rule
it’s decreed the people rule

LISTEN
I believe everything we dream
can come to pass through our union
we can turn the world around
we can turn the earth’s revolution
we have the power
People have the power …

 
La verità è che non bisogna aver paura.

Patti Smith, discorso ai giovani

Se devo pensare a un’artista che sento vicina, questa è Patti Smith. Quando l’ho scoperta ero piccolissima e mi innamorai perdutamente delle sue parole della sua fisicità, della sua musica. La sua bellezza, il suo fascino, non sono capiti da tutti perché non è convenzionale, non è una donna ordinaria e il suo vissuto tragico e altalenante la rende un faro in mezzo alla nebbia. Recentemente ho scoperto questo suo discorso ai giovani, agli adulti, alle persone e ho pensato di tradurlo in italiano.
 
Ascolta la Versione Originale o leggi la traduzione.
Uno scrittore o qualsiasi artista non deve aspettarsi d’essere seguito dalla gente, io ho fatto dischi pensando che non li avrebbe ascoltati nessuno, insomma magari uno scrive un libro di poesie che hanno letto 50 persone ma continua a scrivere perché ha bisogno di farlo, è la sua vocazione, detto questo, è bellissimo essere seguiti dalla gente. Qualcuno una volta mi ha detto “non credi che tutto questo successo rovini la tua arte, sai se tu vuoi essere una punk rocker tu non dovresti fare Hit”  io gli ho risposto “fottiti”. Sai, se uno lavora per comunicare con la gente, più riesce a raggiungerne, meglio è. Non si può fare un mestiere e dire “voglio solo la gente Cool”, io voglio che più persone siano trasportante o magari ispirate da quello che faccio.
Quando ero molto giovane e non avevo nè soldi nè nient’altro, William Burroghs mi disse:

Costruisci un buon nome e mantienilo pulito, non fare compromessi e non pensare ai soldi o al successo, preoccupati di fare un buon lavoro e fai le scelte giuste. Proteggi il tuo lavoro e se costruirai una buon nome, lui ti ripagherà.

Ricordo che quando mi disse questa cosa gli risposi “Si William ma il mio nome e Smith…”, sto scherzando, comunque.. essere artista anzi essere un essere umano in questo momento storico è molto difficile. Bisogna vivere la vita cercando di rimanere sani e il più possibile felici, facendo ciò che si vuole realmente fare.
Se ciò che vuoi è avere figli, se tu vuoi cucinare, se vuoi vivere in mezzo agli alberi, lottare per la salvaguardia del pianeta o magari scrivere per i detective shows, insomma non importa, ciò che realmente conta  è sapere cosa vuoi e cercare di farlo, capisci però che sarà difficile, perchè la vita è così. Perderai le persone che ami, soffrirai di crepacuore, talvolta starai male, altre volte avrai un terribile mal di denti o sarai fuorioso ma avrai comunque bellissime esperienze, talvolta solo il cielo azzurro, altre volte un lavoro che ti farà sentire bene o qualcuno da amare, i tuoi figli..
Ci sono cose bellissime nella vita, quindi quando stai soffrendo sappi che la cosa è parte del pacchetto. Pensaci bene, noi siamo nati e tutti dobbiamo morire, tutti sappiamo questa cosa; quindi ha perfettamente senso che saremo molto felici ma anche che le cose andranno a farsi fottere, cavalca l’onda, è come un enorme montagna russa. La vita non sarà mai perfetta, ma tu avrai momenti perfetti e altri no ma ne vale la pena, credimi.
Son sicura che ogni generazione dirà che il proprio tempo è stato il migliore e il peggiore, ma credo che in questo preciso momento noi siamo una cosa diversa da tutto ciò che ho vissuto prima. Questi sono tempi pioneristici perchè non esiste nessun momento nel corso della storia simile a questo che è unico non perchè abbiamo artisti come quelli del rinascimento ma per la gente, questo è il momento delle persone.
La tecnologia ha realmente reso democratica l’espressione dell’individuo, le persone fanno i propri dischi, scrivono le loro canzoni, tutti possono farlo. Tutti possono postare una poesia su internet e condividerla con altre persone. Tutti hanno accesso all’informazione molto più che in passato. Ci sono possibilità impressionanti per ribaltare i governi e le corporazioni che vogliono comandare il mondo perchè possiamo essere uniti grazie alla tecnologia. Stiamo ancora assimilando la cosa, questo mezzo tecnologico che abbiamo ma la verità è che le persone continuano ad avere il potere, più che mai.
Stiamo attraversando questa sorta di dolorosa adolescenza, di nuovo. “Cosa fare con questa tecnologia, cosa fare con il nostro mondo, chi siamo noi?” La cosa è contemporaneamente eccitante. Tutti i giovani di oggi, le nuove generazioni, sono pioniere di un nuovo tempo, quindi ciò che posso dire loro è:

Siate forti, cercate di divertirvi, rimanete puliti e sani perché abbiamo un sacco di cambiamenti da mettere in opera. Siate felici.

Patti Smith 

Depravity, Patti Smith’s NEW ALBUM!

Patti Smith Depravity



Ieri è uscito un bel Live di Patti Smith, si intola Depravity (New York May 28th 1975).
Se penso a questa artista, la prima cosa che posso dire è che l’ho vista una sola volta, ma quello è stato uno dei concerti più intimi ai quali io abbia mai assistito. Si doveva stare seduti ma io, senza rendermi conto, ero li, in piedi davanti al palco, seguita a ruota da amici e altri fan. Una collettività che, in un antico e suggestivo anfiteatro romano, era completamente avvolta dall’ammaliante voce e personalità della Patti. Non starò qui a raccontarvi quanto l’ammiri, sarebbero tutte parole in più. Siamo qui per ascoltare il nuovo disco, no? Ascoltiamolo
Patti Smith depravity liveDepravity è un Live in cui non mancano le acute e onnipresenti, introduzioni fuori programma della Signora Smith. L’album è perfetto, mistico, introspettivo e intimo. La sensazione al primo ascolto (ma anche al secondo) è quella d’essere tra il pubblico e riconoscersi in quello scrosciare di mani. L’album riporta alla mente il concerto al quale ho assistito: spontaneità, musica eseguita senza fronzoli da una donna che si presenta al suo pubblico come centro del proprio pensiero, senza finzione. Il disco è decisamente contro corrente in un momento in cui -troppo spesso- i veri autori sono i discografici e i cantanti sono solo esecutori; fa sperare che esistano ancora momenti in cui l’artista possa essere vero e nudo davanti al suo pubblico, raccontando esperienze comuni, condivisibili eppure personali. Certo questo è un live del 1975 ma potrebbe anche essere del 2015. Who knows?
Bello, bellissimo disco, semplice e onesto come la sua autrice. 10+++