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Lettera a Red Ronnie

Finalmente sento la necessità di scrivere sul Blog qualcosa di importante e urgente, per questo devo ringraziare Red Ronnie che, come sempre, ha rilasciato un’interessante intervista. Stavolta però non condivido il suo punto  di vista e, stimolata dalle sue riflessioni, ho necessità di dire la mia.

Caro Red,

le scrivo “caro” non per una circostanza formale ma perché lei mi è sinceramente caro: ho sempre seguito i suoi progetti con entusiasmo e ascolto con attenzione il suo punto di vista sulle questioni musicali. Ho anche cercato di intervistarla qualche tempo fa ma a causa dei suoi svariati impegni non è stato possibile, anche se mi ha  risposto con cordialità dimostrando come sempre la sua umiltà e professionalità. 

Stavolta mi trovo in disaccordo con lei riguardo alla sua recente intervista sull’Huffingtonpost in relazione a X Factor, Manuel Agnelli, i concorrenti dei Talent e purtroppo la chiusura del Roxy Bar. 

Lei ha detto “Il monopolio dei Talent Show è disumano. I ragazzi che escono fuori da questi programmi sono drogati dal falso successo. Prima si ritrovano a duettare con star della musica internazionale, poi a suonare e cantare nei centri commerciali. Sono come delle Cenerentole che salgono su una carrozza e allo scoccare della mezzanotte si ritrovano solamente con una zucca”. 

Io le rispondo: X Factor è un gioco in cui si vince un contratto mentre da Mike Bongiorno si vincevano 10 milioni di lire perché si conosceva il dizionario a memoria o all’Eredità si vincono, se va bene, 120 mila euro. X Factor è niente più di un gioco in cui presunti artisti possono farsi notare -e di brutto, come si dice in gergo-.

Inoltre X Factor è un programma TV.

Un format.

Uno standard.  

Non ci si può aspettare di aver fatto tutta la gavetta dopo essere stati 3 mesi in TV. Però, dico la verità, se avessi o ritenessi di avere un talento musicale parteciperei. Perché no? Anziché postare un video su YouTube e avere 2000 visualizzazioni potrei tranquillamente farmi conoscere da milioni di persone in un colpo solo, accelerando la mia fama, ma non il mio successo. Le persone tendono a confondere l’Arte con i fenomeni mediatici e la fama con il successo. Nulla di più sbagliato. La maggior parte dei ragazzi che non riescono a farsi un nome dopo il programma, sicuramente, la vivono male ma anche da parte loro ci vuole onestà. Non si può pensare di poter duettare con Giorgia o Robbie Williams ogni giorno. Soprattutto agli esordi. Per il bar di “Zia Maria”*, il classico baretto di paese, ci sono passati tutti da Morandi ai Beatles da Patty Pravo a Patti Smith da Laura Pausini a Madonna. Perché loro, i concorrenti dei talent dovrebbero esimersi da questo? In pochi la spuntano fuori dal programma e questo mi riporta alla mente tante stelle comete degli anni ’60 che incidevano un pezzo e poi cadevano nel dimenticatoio. Quanti, quanti nomi possiamo elencare? Infiniti. Capisco che lei Red parta da un punto di vista privilegiato, il suo Roxy Bar, vetrina in cui i tempi televisivi, oggi del web, sono labili e la passione per la musica rende ogni puntata completamente diversa l’una dall’altra non si può proprio paragonare a un Talent Show. 

Lei ha detto: Chi è Manuel Agnelli? Prima di X-Factor chi era questo Manuel Agnelli che ora finisce sulle home page di tutti i quotidiani online? Era uno che per avere un po’ di visibilità ha dovuto mostrare il pelo del pube sulla copertina di un giornale (Il mucchio selvaggio, ndr). Alla fine ci ritroviamo in programmi dove vincono i coach che sfruttano l’onda per far decollare o consolidare le proprie carriere. Come può Alvaro Soler giudicare gli altri?

Io le rispondo: Manuel Agnelli ha scritto canzoni di notevole spessore, il cui successo non è andato di pari passo con la fama. Il fatto che oggi lui abbia deciso di uscire dalla sua nicchia non credo interferirà con l’integrità dei suoi lavori futuri e se lo farà dobbiamo attendere il prossimo disco. Per il momento la sua band, gli Afterhours, è uscita con Folfiri o Folfox, un album molto personale, ma non sto qui a dirle cose che lei saprà più di me. Però, e qui mi vorrei soffermare, gli Afterhours sono stati apprezzati dal più temuto critico musicale italiano, MINA.

Mina ha inciso una cover di un loro pezzo, Tre volte dentro me e li ha voluti al suo fianco in Adesso è facile. Penso che, in quanto ad autorità sul campo, un riconoscimento della Signora Mazzini valga più, a livello di risonanza, del mio modesto parere di blogger. 

Per quanto riguarda la mercificazione della musica, credo che il problema derivi dalla mancata competenza del pubblico che non sa riconoscere il talento e compra dischi a caso; la colpa non è né dei concorrenti, né della TV ma del pubblico stesso che, per qualche motivo, ha smesso di cercare l’ago nel pagliaio, l’unicità.

Seguo il programma X Factor da anni, dopo un periodo di circa 5 anni di stop totale alla Tv. Ho cominciato perché Davide, il mio fidanzato, mi disse “Azz, Morgan parla come te!” e dentro questo format ho visto davvero pochi talenti. Uno è a mio avviso Loomy, un rapper che ha partecipato quest’anno e che mi arriva dritto come un pugno in faccia (e io non ascolto per nulla il Rap italiano).  Mi ha definitivamente conquistata con una stravolta -nel testo- ma rispettosa cover di Vasco Rossi. Detto questo, quando avrò un figlio e mi dirà “mamma ascolta questo pezzo, mi piace questo quadro” o qualsiasi altra cosa, gli chiederò il perché, vorrò una sua recensione, una presentazione che mi faccia capire le sue emozioni. Solo così possiamo salvare la Musica, imparando ad ascoltare con le nostre orecchie! L’Arte deve essere motivo di dialogo e confronto. Non deve esistere il “mi piace questo perché adesso passa in radio e quindi Bho”. L’ascoltatore, anche e soprattutto in tenera età, deve essere attivo.

https://youtu.be/gvpPuFUUoIU

Red-ronnie-david-bowieHo anche letto del Roxy Bar e mi dispiace sinceramente per la sua chiusura ma con lei non si sa mai, potrebbe rinascere sotto qualche altra forma, lei Red è pieno di sorprese!  

Infine la ringrazio perché, dopo tempo, mi ha fatto venire il desiderio di scrivere qualcosa di getto. 

Un caro saluto

Martina Saiu

https://youtu.be/2YomN4mJfv8

*tipico baretto di paese, il “Roxy Bar” come lo definisce lei, in cui puoi trovare l’avvocato e il disoccupato che commentano il Derby e i signori in pensione la mattina presto leggono il giornale.

Io so chi sono, lettera a Manuel Agnelli

Villacidro,  17 maggio 2016

Colonna sonora mentre scrivo: Watching the wheels

Ciao Manuel,
ti scrivo perché in questi giorni ho letto la notizia che sarai il nuovo giudice di X Factor e sono sconvolta dai commenti che ho sentito in giro. 
Ho letto tante di quelle cose vuotissime pro e contro di te da lasciarmi a bocca aperta, l’ultima diceva che sei l’erede di Malcolm McClaren e che stai letteralmente “raccogliendo i frutti del tuo culo” (articolo del Fatto quotidiano).

Ho visto gli Afterhours 9 volte, in tutte queste occasioni hai dimostrato chiaramente che non hai tempo da perdere e che le cose che fai, difficilmente, sono lasciate al caso (in particolare mi riferisco al Tora Tora a Cagliari -forse nel 2004- quando hanno abbassato senza senso il volume e hai spaccato la chitarra a terra prendendotela -giustamente- con l’amministrazione comunale). Un’altra cosa interessante sul tuo percorso artistico e non secondaria è che hai sempre cercato di portare avanti progetti di promozione culturale, cercando di fare emergere situazioni sonore ai più sconosciute, passando dal Tora Tora al Paese è Reale, dal Jack Daniels on Tour alle esperienze in teatro sino a X Factor. Ho avuto il piacere di intervistare Giorgio Prette due mesi fa e abbiamo parlato proprio dell’esperienza del Tora Tora, ti allego il link. 

Da ascoltatrice credo che la tua carriera sia stata fin ora in crescendo e Padania a mio avviso sia uno dei migliori dischi italiani di sempre (assieme a Arbeith Macht Frei  e
Crack degli Area, Ut dei New Trolls, Amore non amore di Battisti e
qualche altra perla): suona alle mie orecchie proprio come un atto di liberazione,
è un’opera quasi dada in cui l’armonia si disintegra per riassemblarsi
in qualcosa di stupefacente e incredibilmente mio: Io so chi sono, so
qual è il mio nome.

Tra qualche giorno uscirà Folfiri o Folfox, il nuovo disco degli Afterhours che attendo con curiosità, l’ho pre-ordinato, chissà come sarà e se mi conquisterete ancora! Il singolo mi è piaciuto parecchio, là in mezzo ho colto un po’ di diavolerie di Xabier e una genuina dose -massiccia- di veleno!

Veniamo al dunque…

Perché ti scrivo? Voglio difenderti o attaccarti? -forse ti domanderai-
La verità è che sono qui per dire a te e a pochi altri: “Io Sto con gli Artisti”.

Io credo che in musica e in Arte vincano sempre gli Artisti, non quelli retorici e ripetitivi che accontentano sterilmente il pubblico (che non sono Artisti), ma coloro che, come diceva Battisti, lo “guidano”. In Arte vincono quelli che osano dove il loro seguito non avrebbe mai immaginato perché hanno semplicemente curiosità di farlo, sperimentando nuove forme di comunicazione o rimanendo uguali se è ciò che ciò che realmente desiderano.
Sento di difendere la tua libertà di essere uguale o contraddirti, di spingerti avanti o da un’altra parte. Seguire il proprio istinto è l’unica cosa importante in questo momento complesso della nostra Storia.
Le persone in questi giorni giocano con te, la tua partecipazione a X Factor è stata per tanti troppo scioccante. Sei in una situazione di sovraesposizione con un disco in uscita, che a quanto pare sarà molto tosto, e alle porte una nuova avventura in un sistema mediatico tradizionale. I giudizi nei tuoi confronti non sono certo galanti e io, davvero, non capisco perché: nessuno ha sentito il disco o visto il programma! I giorni scorsi ho anche dibattuto amichevolmente con un’altra blogger sulla questione XFactor.  Sai, mi viene in mente quella volta in cui a “Speciale per voi” il pubblico si scagliò contro Battisti giudicandolo pesantemente per le sue “canzonette”. Quello stesso Battisti ha (qualche anno dopo), battuto strade artistiche ostiche, innovative e tutt’ora incomprese dal suo pubblico, con coraggio e voglia di sperimentare.
La gente ha sempre da ridire.
In attesa del disco e di vederti in Tv,

ti saluto
Martina
Ps: Potrei mica intervistarti?

Giorgio Prette lascia gli Afterhours

Notizia fresca e triste stamane: Giorgio Prette, storico batterista degli Afterhours, lascia la band dopo 25 anni per dedicarsi ad altre avventure sonore, così come riportato nel sito
“Giorgio Prette, storico batterista degli Afterhours, dopo 23 anni lascia la band per dedicarsi ad altri progetti musicali, ringraziando il pubblico per il seguito e l’affetto ricevuto”.
Afterhours, addio Giorgio Prette
Gli Afterhours hanno iniziato il loro percorso musicale verso la fine degli anni ’80 per volontà di Manuel Agnelli; Prette, assieme a Xabier Iriondo, entrò nella band nel 1991 nell’album Cocaine Head. La formazione é cambiata parecchio nel corso degli anni, quella attuale vede Agnelli alla voce, Giorgio Ciccarelli alle chitarre, Roberto dell’Era al basso, Rodrigo d’Erasmo al violino. Rimane da sperare che l’uscita di Prette sia solo momentanea come quella di Xabier che aveva lasciato il gruppo nel 2001 per poi rientrare nel 2012. Gli Afterhours saranno in giro per l’Italia con un Tour teatrale a partire dal 29 Gennaio 2015.  

Giorgio Prette, Manuel Agnelli, Afterhours