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Kula Shaker, Pilgrims Progress

Kula Shaker. C’era una volta la psichedelia degli anni ’60 alimentata da una serie di innovazioni tecnologiche che l’hanno cibata per tutto il decennio. Il mellotron, il sintetizzatore, il wah wah e non solo sono stati fondamentali per forgiare un determinato tipo di musica che spaziando dalla musica folk a quella rock ci ha regalato un prezioso compendio musicale. Tra i dischi più importanti non posso non citare Revolver dei Beatles, Meddle dei Pink Floyd, Sweet Child dei Pentagle e tutte quelle band che son diventate progressive, aggiungendo elementi classici e virtuosismi su virtuosismi tipo Emerson, Lake and Palmer e i Genesis. La psichedelia degli anni ’60 ha di fatto lasciato spazio a qualcos’altro che negli anni ’70 ha poi generato anche l’hard rock e le basi per l’Heavy Metal, genere diffusissimo negli anni ’80.
 
Negli anni ’90 c’è stato un revival di suoni pop quello che in tanti chiamano BritPop, reso celebre Oasis, Supegrass, Blur e i Kula Shaker. Questi ultimi hanno tratto ispirazione dalla parte più psichedelica degli anni ’60 utilizzando il Sitar e le armonie vocali tipiche della musica indiana. Questa miscela alchemica, un vero viaggio, è stata però attualizzata con un sound corposo tipico della musica anni ’90 di qualità.
Pilgrims Progress è un disco del 2010; leggendo recensioni qua e là è stato definito un 6.5, ottimo lavoro di maniera ma poco originale. Io non sono d’accordo altrimenti adesso starei ascoltando i 13 floor Evevators o i Moody Blues. Gli arrangiamenti, nonostante i chiari riferimenti revivalisti sono un vero gioiellino, un’attualizzazione fresca e abbastanza contemporanea. Che poi il 2010 non è così vicino. Parliamo di 5 anni fa ma io tendo a ritenere recenti anche i dischi del 2003. Il discorso si amplia e si distorce ma la cosa chiara è che la band produce materiale originale e sempre interessante.  Sento spesso giudizi che danno poco valore al talento e poi cos’è l’originalità? Se penso a quante canzoni diverse tra loro son state fatte con il giro di Sol quasi stento a crederci. Potremmo fare centinaia, migliaia di ore di pezzi meravigliosi tutti  creati ed eseguiti con questi accordi. L’originalità sta nel talento, nella capacità di trasformare le intuizioni e le suggestioni in qualcosa di nuovo e quindi originale. A breve uscirà Eclipse, ultimo disco dei Kula Shaker. Arriveranno anche in Italia per due date.

Speciale playlist. Best of BritPop!

Ride speciale britpop In questi ultimi tempi sono stata un po’ assente causa trasloco e.. dente del giudizio. Sono in fase di convalescenza dopo l’estrazione ma oggi ho deciso di ascoltare un po’ di musica, così ho digitato la parola “dentist” su Google et voilà ho trovato una band! I The dentist sono un gruppo inglese che ha suonato a cavallo tra gli anni 80 e 90 ma non li avevo mai sentiti, certo che i modi di scoprire nuovi gruppi sono infiniti..
Teenage Fanclub Speciale playlist Britpop
Kula shaker speciale playlist britpopIn questo momento ascolto il loro primo album Some People are on the Pitch They Think It’s All Over It Is Now del 1985, inciso in un momento in cui il post punk fece una virata pazzesca verso suoni che hanno portato alla nascita del britpop. Ecco l’idea per il post: una compilation a tema!
Band come i The La’s i The Stone Roses e i The Dentist, i più famosi Smiths, sono un esempio lampante del trapasso di genere dal Punk e New Wave a sonorità più morbide e meno oscure in cui si possono scorgere influenze fondamentali che hanno portato band come SuedeBlur, Supergrass e Oasis alla ribalta nel decennio successivo.
Degni di menzione anche i Kula Shaker, un super gruppo dai toni più psichedelici che mescola la recente tradizione britannica con sonorità indiane e americane (vedi disco omonimo). fantastici anche gli Elastica, i Teenage Fanclub, il pezzo che ho inserito in playlist “sparky’s dream” mi riporta con la testa al ginnasio..
supergrass speciale playlist britpopInteressanti anche i meno conosciuti Ride con il disco Carnival Of Light del 1994 e Edwin Collins che nello stesso anno pubblica Gorgeous George, di cui ho incluso in play il bellissimo pezzo“A girl like you”. Non possono mancare i Charlatans che ogni tanto ascolto ancora, infine vorrei citare anche gli Hurricane #1.  Ci sarebbero ancora molte band tipo i Pulp, i Verve ma per oggi va bene così…