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Nuovi sconvolgimenti in casa Afterhours

Con un comunicato stampa gli Afterhours continuano a far parlare di sé, oltre Giorgio Prette, lascia la band anche Giorgio Ciccarelli. Entreranno nel gruppo Fabio Rondanini e Stefano Pilia. 

Giorgio Prette Afterhours, Manuel Agnelli
Di seguito il comunicato della band:
Quello che è successo quest’anno nelle nostre vite è di ben altra grandezza e importanza rispetto a quello che abbiamo appena annunciato e a quello che stiamo per annunciare, ma ci ha reso più determinati nel prendere delle decisioni che era giusto prendere da tempo.
Per essere quello che vogliamo essere davvero, come uomini, non come musicisti e, in qualche caso, per ritrovarci.

 

Termina, dopo 15 anni, anche la collaborazione fra Giorgio Ciccarelli e gli Afterhours.

 

Per motivi molto diversi da quelli che hanno portato Giorgio Prette a lasciare questo progetto ma, anche in questo caso, sempre e comunque frutto di un lunghissimo periodo di tentativi, discussioni laceranti, ripensamenti e contraddizioni.

 

Tutto, bello o brutto, eroico o squallido, semplicemente vero. Semplicemente nostro. Semplicemente vita.

 

Per questo chiediamo rispetto per quello che sta succedendo.

 

Sono tempi bui. Il complottismo da sbarco, il gossip morboso, la malafede, la superficialità e, nel migliore dei casi, il nichilismo, sono segnali della disperazione che ne deriva.
Per questo vi chiediamo di fidarvi.
Non è facile per chi va e non sarà facile per chi resta ma le cose GRAVI, nella vita, sono altre.
Gli Afterhours sono sempre stati un gruppo di persone inquiete e in movimento.
Non sarà mai diverso da così perché è quello che siamo nel profondo e di questo siamo fatti.
Questo ci causa da sempre un sacco di problemi. Ma abbiamo imparato a essere orgogliosi della nostra natura.
Ci sono, fra di noi, anni di comunione totale che ci legano comunque e che vanno anche oltre quello che sono i nostri rapporti e i nostri desideri di vita oggi.
È possibile quindi che, in un futuro vicino o lontano, si torni a suonare insieme. Oppure è possibile che non accada mai.
Ma le nostre vite adesso sono più importanti di questo.
Ogni volta che abbiamo affrontato uno sconvolgimento, ed è successo più di una volta, è stata anche una grande occasione di rinnovamento.
Quest’ultimo gruppo di persone ha espresso una coesione artistica che mai si era realizzata prima negli Afterhours, eppure non si trattava certo della formazione originale.
Per noi che restiamo, questa è una prova da affrontare con grande energia e, sì, con grande euforia, perché l’instabilità ci appartiene e non ci spaventa.
Ancora una volta per noi è un’occasione.
Per questo vi chiediamo di fidarvi.
Si uniscono a noi, per questo tour teatrale, due grandissimi musicisti: Fabio Rondanini e Stefano Pilia.
Con loro non vogliamo tamponare un’assenza o replicare quello che abbiamo già fatto ancora e ancora in passato, ma provare ad esplorare di nuovo.
Sono due fra i migliori talenti che questa generazione ha espresso, abbiamo la fortuna di conoscerli. Abbiamo la fortuna di essere amici.
Comincia un nuovo percorso.
Chi vuole essere con noi sa che non troverà quello che già conosce, ma è per questo che esistiamo.
Sapete che l’unico modo che abbiamo per rispettarvi veramente, per non comprarvi, per non ipnotizzarvi è ESSERE SEMPRE NOI STESSI. Come uomini non come musicisti. Anche quando è doloroso. Anche quando non vi piace.
Chi vuole essere con noi sa che l’aspettiamo. Perché abbiamo voglia di voi. Perché abbiamo bisogno di voi. Perché noi siamo se voi ci siete.
Per questo vi chiediamo di fidarvi.
Chi non vuole essere con noi, lo diciamo molto chiaramente, sia coerente e ci abbandoni.
Siamo solo un gruppo. La vita, la nostra e la vostra, è più importante di questa cosa.
Con infinito amore,
AFTERHOURS
Manuel Agnelli
Xabier Iriondo
Rodrigo D’Erasmo
Roberto Dell’Era

 

Per approfondimenti:

Hai paura del Buio? Ed. 2014

Ieri ho ascoltato Hai paura del buio? degli Afterhours, fin qui tutto ok, l’album uscito nel lontano 1997 ha fatto epoca ed è stata un’importante colonna sonora dei miei anni ’90; dopo oltre 15 anni gli Afterhours hanno deciso di riprenderlo in mano e rinnovarlo alla loro maniera, così qualche giorno fa è uscita un’edizione speciale (un doppio disco) in cui si trovano sia la versione originale rimasterizzata sia una reinterpretazione dell’album eseguita dalla band con la collaborazione di artisti italiani e internazionali.  


Veniamo ora al disco, questa è la scaletta: 

Hai paura del buio? – Afterhours + Damo Suzuki:  L’intro al disco originale durava circa 30 secondi, questa dura 3 minuti. Si presenta come un lungo groviglio di suoni che non dispiace affatto.


1.9.9.6. – Afterhours + Edoardo Bennato: Ho aspettato con ansia questa canzone perché adoro Edoardo, l’ho visto Live 3 o 4 volte e devo dire che con questa collaborazione mi ha stupito. Soprattutto all’inizio. Questa versione di 1.9.9.6  è giustamente interpretata a modo suo e  mi piace, molto, moltissimo, belli anche i cori degli After che impreziosiscono il pezzo e poi c’è l’armonica, gran marchio firmato Bennato, certo è che non ha senso fare una cover uguale all’originale, soprattutto in un disco come questo e se a suonare è il Rinnegato. Più l’ascolto e più mi piace. BRAVI! 


Male di miele –  Afterhours + The Afghan Whigs: Questa è una collaborazione oltreoceanica, gli Afghan Whings sono infatti una band di Cincinnati che tra vari tira e molla si è fatta un tour con gli Afterhours. Veniamo al pezzo, che spolpato suona letteralmente pelle e ossa, svuotato della sua parte acida che si riprende, grazie a un improvvisa accentuazione degli Afterhours, solo nel ritornello. Mi piace la voce, ricorda vagamente Finardi.


Rapace – Afterhours + Negramaro: Le due visioni del pezzo sono nettamente divise, iniziano gli Afterhours con qualche innesto dei Negramaro che si prendono il primo ritornello e lo fanno loro. Certo è che non amo molto la voce di Sangiorgi, ma è questione di gusti, personali, personalissimi. I Negramaro di certo sanno quello che fanno e lo fanno a modo loro, questa versione di Rapace è davvero bella. Due mondi che collidono e creano pianeti. Bravi! 


Elymania – Afterhours + Luminal: Se fare un disco come questo coinvolgendo  altri artisti significa stravolgerlo e crearne una versione alternativa, bhe, i Luminal, gruppo romano, Elymania l’hanno proprio distrutta e ricomposta! Mi piace? Non proprio, ma anche sto pezzo ha un suo perché, forse grazie al lavoro sotterraneo degli Afterhorus. Certo è che questa versione è molto più marcia dell’originale, mi ricorda inoltre il bellissimo pezzo Correre dei La Crus. 


Pelle – Afterhours + Mark Lanegan: Mark Lanegan non ha bisogno di presentazioni ma citerò gli Screeming Trees e i Queen of Stone Age giusto per introdurlo. Ma questo pezzo? A parte la sua voce e una parte di piano molto bella, si presenta troppo simile all’originale. Avrei osato di più.


Dea – Afterhours + Il Teatro degli Orrori: premetto che i Teatro non sono tra le mie band preferite ma questo pezzo è fatto davvero bene, vicino all’originale sembra sia tuttavia stato scritto per loro. Il testo è urlato, gridato sino allo stremo e poi recitato cantando. Veramente fantastico. 10+


Senza finestra – Afterhours + Joan as Policewoman: artista internazionale che vanta una serie infinita di collaborazioni illustri Joan as a Policewoman si è cimentata nel delirio di Senza finestra e l’ha fatto molto bene, dandole quell’armonia e luce che volutamente mancano al pezzo originale, inoltre è splendido il connubio di voci Agnelli-Joan. Mi piace moltissimo. 10+


Simbiosi – Afterhours + Der Maurer & Le luci della centrale elettrica: Tripla collaborazione in questo pezzo, amavo i discorsi dell’originale e anche qui c’è un parlato di fondo, risate, e il cantato. Ha senso. 


Voglio una pelle splendida – Afterhours + Samuel dei Subsonica:  non c’è nessuna variazione importante rispetto all’originale. 


Terrorswing – Afterhours + John Parish: Qualche anno fa sono stata a Yeovil per una settimana e prima di partire ero esaltatissima perché questo piccolo paesello ha dato i natali a Pj Harvey e John Parish, così appena sono arrivata mi son girata tutti i pub in cerca di informazioni su di loro ma nessuno mi ha dato dritte importanti da poter raccontare e io che mi aspettavo un: “Pj era in classe con la mia sorella maggiore” e storie cosi..comunque John Parish s’è lanciato in questa bella versione di Terrorswing. Mi piace.


Lasciami leccare l’adrenalina – Afterhours + Eugenio Finardi: FInalmente è il turno del mio amato Eugenio, l’ho aspettato per 11 canzoni. Qui c’è un grande artista che prende un pezzo e lo impregna di una sofferenza personale  illuminandolo di una speranza parsimoniosa e tutta sua. Lasciami leccare l’adrenalina sembra quasi il cantato di un personaggio dell’Antico Testamento le cui parole piene di saggezza vengono dall’alto, esistono e sono perfette così. Il brano è interamente suonato da Finardi e la sua band con cori di Agnelli. Bellissima, bellissima versione questa del Sig. Finardi. 10+


Punto G – Afterhours + Bachi da pietra: Un’ingresso medievale caratterizza questo pezzo e una voce profonda, coinvolgente. Se parliamo di interpretazioni personali questa lo è di sicuro. Via via aumenta la parte elettrica su cui si innesta questo “canto gregoriano” che ci sta a pennello. Mi piace. Pezzo stravolto e ricomposto, fondendo la sapienza convulsa degli Afterhours  con il modus operandi dei Bachi di pietra.


Veleno – Afterhours + Nic Cester: Questa versione con il frontman dei Jet Nic Cester, è un pezzo dal taglio ancora più duro della versione originale ma meno “velenoso”. 


Come vorrei – Afterhours + Piers Faccini: Questo è uno dei pezzi degli After a cui son maggiormente legata, mi emoziona particolarmente. Dedicato a Stefano “Edda” Rampoldi, ex frontman dei Ritmo Tribale, in un momento del suo vissuto in cui s’era perso davvero dietro il veleno, il pezzo è carico d’amore e preoccupazione sincera; questa versione acustica con i violini e suggestioni folk lo veste bene, mi piace, è un canzone rigenerata. 


Questo pazzo pazzo mondo di tasse – Afterhours + Fuzz Orchestra & Vincenzo Vasi: Bellissima versione, degna dell’originale, questa è stata una collaborazione produttiva, ho l’impressione che a suonare questo vaneggio sonoro si siano divertiti parecchio. 


Musicista contabile – Afterhours + Marta sui tubi: Meno paranoica e più elettrica questa canzone è quella giusta per urlare a squarciagola. Rispetto all’originale questa versione ha un cantato più nitido e arrangiamenti nuovi che ricordano, giustamente i lavori dei Marta sui Tubi. Non male.


Sui giovani d’oggi ci scatarro su – Afterhours + Ministri: Qui manca qualcosa.


Mi trovo nuovo – Afterhours + Rachele dei Baustelle: Una voce sensuale quella dei Baustelle che si adatta benissimo a questo brano. Mi piace la “mescolanza” che certe collaborazioni creano, adoro quando un’artista prende un pezzo di Storia e se lo canta come se l’avesse scritto lui/lei, anche se alla fine non convince tanto, almeno non c’è il vuoto.  


Televisione (2014) – Afterhours + Cristina Donà & The Friendly Ghost of Robert Wyatt: Amicizia ventennale tra Cristina e gli After, non poteva quindi mancare un suo cammeo all’interno di questo disco di “buon compleanno hai paura del Buio?” 


Male di miele (special track) – Afterhours + Piero Pelù: Lascio la parola a Manuel Agnelli, “Quando ho sentito Piero Pelù lui mi ha detto che ad ogni costo voleva cantare Male di Miele. Io gli ho detto che non si poteva perché il pezzo l’avevamo già registrato con gli Afghan Whigs. Ma lui ha insistito, e allora abbiamo deciso di assecondarlo, così ci sono due versioni del pezzo. Con Piero è venuta ancora più dura dell’originale, ci ha messo una carica mostruosa. Quando l’abbiamo registrata avevamo tutti il sorriso sulle labbra. Puro godimento”.

Tirando le somme l’album è fatto di alti e bassi, l’idea è bella, sicuramente è stato divertente per Giorgio Prette and Co. riprendere in mano un lavoro che è stato così decisivo nella loro carriera, e dev’essere stato bello coinvolgere artisti che ci hanno messo la loro impronta per renderlo “altro” rispetto all’originale, è un disco piacevole da ascoltare e avere nella propria collezione.