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Intervista: Cristiano Godano, il talento e le turbe speciali

Marlene Kuntz Godano intervista

La prima volta che ho visto i Marlene Kuntz è stato nel 1996 nel mio paesello, Villacidro. Ero piccolissima e vivendo in campagna me ne andai a metà concerto perchè mio padre doveva tornare a casa. La sera dormii in camera di mio fratello (perchè in linea d’aria si sentiva tutto), con la finestra aperta e mi addormentai pregando che non girasse il vento mentre i Marlene cantavano Lieve. Fatto questo romantico preambolo sulla mia adolescenza, sabato sono andata con la mia amica Alice (che ha scattato la foto in cui siamo ritratti io e Cristiano), al Life Music Club di Oristano per vedere lo spettacolo “Ex live”  di Giancarlo Onorato che ha ospitato Cristiano Godano. Messami d’accordo con gli organizzatori sono arrivata lì un paio d’ore prima del concerto mentre la band stava facendo il soundcheck. Quand’è arrivato Cristiano ci siamo presentati e nel giro di 30 secondi avevo già il registratore acceso.

Com’è nata la collaborazione con Giancarlo Onorato?
In due o tre occasioni io e Giancarlo siamo stati ospiti in contesti in cui, più che suonare, si parlava con un interlocutore. Quindi da cosa nasce cosa,  e sai com’è. In quel momento Giancarlo stava portando avanti lo spettacolo con Paolo Benvegnù che poi s’è tirato indietro, noi ci trovavamo bene ed eccomi quà.
Secondo te, qual’è il ruolo dell’artista oggi? ritieni sia cambiato nel corso degli anni?
Questa è una domanda complessa, bisognerebbe avere alle spalle una riflessione ad hoc, però mi sembra di no. Credo che l’artista debba creare un suo mondo e questo non necessariamente coincide con qualche causa di tipo sociologico. Se tu pensi a un creatore di musica e basta, dove non ci sono parole, credo sia più semplice non porsi questo tipo di domanda, no? L’ascoltatore non si chiede se quella composizione lì è funzionale a qualcosa. Se lo chiedevano i russi e probabilmente qualsiasi regime totalitario pretende dai suoi artisti una rettitudine strumentale. Comunque al di là di quest’aberrazione, quando senti musica non ti chiedi quale sia il ruolo dell’artista e io mi aspetto questa cosa anche da un pittore, scrittore e cantante. Mi interessa più l’estro artistico che il suo ruolo.
Guardandoti indietro, se chiudi gli occhi (Cristiano chiude gli occhi), ricordi il momento preciso in cui hai pensato “io voglio suonare, voglio fare questo”?
Cristiano Godano StereoramaPiù che un momento direi che c’è stato un contesto preciso di turbe speciali. Mettersi in testa di fare questo lavoro comporta tantissime incognite, è un po’ come l’inizio di una qualsiasi avventura imprenditoriale, non sai mai come andrà a finire. Inoltre in Italia suonare un determinato tipo di Rock comporta senz’altro un rischio molto elevato perchè non siamo un Paese molto accogliente per questo tipo di sonorità. Bisogna essere sufficientemente matti per decidere di fare questo, però la passione era insopprimibile. Il momento è durato alcuni anni, anni in cui molti ragazzi ci provavano. Da quel che ho imparato io nella mia vita, nel talento di chi riesce è inclusa anche una forma molto speciale di cocciutaggine. Alcuni arrivano a 30 anni che ancora inseguono il sogno; io credo mi sarei fermato a 27 massimo anche se mi sbattevo molto ed ero un sognatore molto concreto, ero arrivato al punto in cui o quagliavo o, con molto dispiacere, avrei rinunciato. Fortunatamente ce l’ho fatta ma dopo 5 o 6 anni in cui mi sono impergnato parecchio.
Cristiano Godano 14 03 2015Alla luce di ciò che mi hai appena detto che consiglio daresti a un artista che vuole emergere?
La cocciutaggine è fondamentale ma unita a una componente razionale, è fondamentale una lucidità di qualche tipo; credo che un buon insegnamento mio sia proprio questo. Analizzare il proprio percorso è utile perchè non vale la pena sprecare una vita dietro un sogno o almeno ecco, bisogna avere la capacità di saper interpretare la propria passione nel corso dei mesi e degli anni. Poi, se a 45 anni non sai rinunciare ai sogni e sei contento con te stesso ben venga, l’importante è non ritrovarsi a un certo punto con un pugno di mosche, frustrati e presi malissimo a fare qualcosa che non appaga. Ecco in questo caso finiscila prima, questo direi a mio figlio.
Ultima domanda (-Cristiano fa finta di mettersi le cuffie “Sono pronto”- scoppiamo a ridere) mi piace farmi consigliare dischi, ultimamente lo chiedo spesso. Cosa ascolti ultimamente?
Questo tipo di domanda mi mette sempre in crisi.. Sto ascoltando tantissima musica, oggi prima di addormentarmi  ho sentito i Modest Mouse ma non c’ho capito molto perchè ero mezzo andato nel mondo dei sogni. Questa è davvero il tipo di domanda a cui non so mai rispondere, aspetta fammi pensare.. mi piacciono i Disappears, gruppo poco conosciuto, di cui ti consiglio Irreal.
Me li ascolterò senz’altro, Grazie!
Grazie a te
Cristiano Godano intervista StereoramaA fine intervista Cristiano Godano mi ha chiesto di appuntargli il nome del mio blog su un foglio “così poi me lo guardo”  io ho aggiunto un “grazie per il tuo tempo, Martina” e ho concluso dicendogli “Cristiano ti ho fatto l’autografo” e siamo scoppiati a ridere un’altra volta!
A questo punto ci siamo salutati. Devo dire che Godano me lo sono sempre immaginato schivo, invece è stato lui a venirci incontro qualche minuto dopo. Abbiamo così iniziato a parlare per oltre un’ora mentre il resto della band era ancora immerso nel soundcheck, ho così scoperto un’uomo forse un po’ timido ma curioso e socievole, dall’ironia sottile, che mi ha messa a mio agio sin dal primo istante. Avrei voluto parlare anche con Giancarlo Onorato ma dopo il souncheck è volato via in albergo..