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Ascolta Long Gone, il nuovo Ep dei GOASTT

Long gone, il nuovo ep dei The GOASTT, segue l’album Midnight Sun, uscito lo scorso Maggio. Un lavoro ricco di suoni del passato eppure tremendamente nuovo, pubblicato dalla Chimera Music e contenente 5 pezzi.  Premi Play

L’ep è composto da 5 brani e si apre con la cover di Syd Barrett “Long Gone”: la traccia riprende il sound minimal del pezzo originale per poi lasciare spazio a un nuovo arrangiamento più ricco e corposo che sfocia in un vero delirio psichedelico; ottimo il lavoro di background in particolare alle voci. 10++
Dark matter è un altro pezzo curioso, inizia con un’intro horror  dai contorni esoterici -potrebbe essere la sigla di un film di Tim Burton o un pezzo dei King Crismson-. Il gioco vocale Lennon-Kemp regala luce al brano, dandogli quella leggerezza e colore che inizialmente mancavano, il risultato è una suggestione ammaliante che non sbiadisce neanche dopo vari ascolti! 10++
Early worm ricorda la musica orientale in cui una sequenza di note viene ripetuta per raggiungere una dimensione trascendente e spirituale. Interessante il gioco basso-batteria e le doppie voci. Ogni strumento è qui perfettamente calibrato, consiglio l’ascolto in cuffia. Bellissimo pezzo 10++
Delilah è un buon pezzo, costruito semplicemente; per un attimo si rompe e cade nell’oscurità, quella buia e tenebrosa che troviamo in Because dei Beatles ma è solo un momento, il tempo riprende il suo spazio e il brano prosegue per la sua strada.
Brand New World Order è una canzone lenta in cui la melodia viene agganciata a intermittenza delle voci di Sean Lennon e Charlotte Kemp Muhl. 

Nel complesso l’album è un ottimo lavoro, costruito con criterio da due che, una volta tanto, si posson dire musicisti. Long Gone sembra essere il proseguo di Midnight Sun, anch’esso ricco di suggestioni e richiami ai grandi nomi della musica psichedelica come l’album 666 degli Aphrodite’s Child, piuttosto che i primi Pink Floyd o Serge Ginsburg. Molto viva anche l’influenza di George Harrison alle chitarre e dei Beatles in Revolver. Le suggestioni portano alla mente anche artisti contemporanei come Olivia Ruiz e Elliott Smith. Il disco, come il precedente, é un lavoro unico e contemporaneo, in cui le rimembranze del passato sono state ben assimilate per creare novità, cosa rara al giorno d’oggi. 

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