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Come è nato il marchio Orange?

Stamattina mi sono svegliata con un dubbio enorme: come è nato il marchio Orange?
Sembra una domanda ingenua però in realtà me lo sono sempre chiesta, insomma  questi amplificatori, testate e quant’altro son particolari, belli, bellissimi ed è arrivato il momento di darmi una risposta. In mio soccorso, dopo varie ricerche è arrivata la pagina Facebook Orange amplifiers.  
La Orange è stata fondata negli anni 60′ da un tecnico del suono  di nome Cliff Cooper, inizialmente però era un po’ diversa da oggi, il nome era attribuito agli Orange Studios (abbiamo anche la Apple dei Beatles a fargli concorrenza),  tra i primi ad avere un mixer IBC, che si trovavano in un seminterrato londinese. Il 68′ dev’essere stato un anno ricco di intuizioni perché Cliff decise di commissionare all’azienda “Radio craft” una serie di testate con il marchio Metamp, l’idea era in origine una trovata pubblicitaria per sponsorizzare gli studi: tutti i prodotti Orange/Metamp dovevano essere arancioni con simboli innovativi e manopole vintage, insomma oltre ad essere di qualità questa strumentazione divenne subito un oggetto di design.  L’appartamento sopra lo studio di registrazione fu trasformato in un negozio “The Orange shop” in cui Cooper iniziò a vendere amplificatori su ordinazione. Cliff era in contatto con i Fletwood Mac e fornì loro un set di amplificatori che fecero crescere in maniera esponenziale la fama del marchio. Iniziarono a volere Orange musicisti quali: Led Zeppelin, Ike & Tina Turner,  James Brown ecc.. arrivando sino ai The Weezer e Oasis. Il british style e il design accattivante della Orange ha conquistato per decenni artisti di tutto il mondo. Il marchio produce oggi anche strumentazione Total Black, con inserti arancio, il che sembra un nonsenso visto la bellezza del colore originale. 

Giradischi & design: radiofonografo stereofonico Brionvega

Qualche settimana fa mentre passeggiavo
per Cagliari ho avuto una visione, davanti ai miei occhi c’era un vero oggetto d’arte: l’
RR126 della Brionvega
ovvero il giradischi dei miei sogni.
rr126 brionvega design

La Brionvega, casa italiana di impianti
radiofonici e televisivi, ha fatto scuola nel campo tecnologico di design proponendo
non solo strutture radio-televisive ad altissime prestazioni ma anche oggetti artistici,
belli da vedere e da esporre nei propri salotti. Il punto di forza della
Brionvega era il lasciare liberi i designer di spaziare con la loro creatività
per dare vita a oggetti utili ma anche molto diversi tra loro. Questi prodotti made
in Italy sono considerati ancora oggi come dei manufatti meravigliosi che si
aprono come scatole magiche per svelare la loro funzione.

radiofonografo Brionvega Giacomo CastiglioniL’idea che sta alla base dell’azienda
è che da spenti questi oggetti acquistano un nuovo significato e devono poter essere esibiti con
orgoglio al pari di opere d’arte e non come radio e televisioni qualsiasi, così nel
1965 l’architetto Pier Giacomo Castiglioni, completamente immerso nell’innovazione
tecno-sociale del periodo, progettò questa fantastica apparecchiatura
stereofonica: l’RR126. Ma che cos’è? 
Questo Brionvega è innanzitutto una
struttura radiofonica autoportante scomponibile che nella metà degli anni
sessanta era in grado di regalare agli ascoltatori un sonoro stereofonico ad
alta fedeltà molto innovativo per l’epoca.  Il corpo in legno, ancora oggi di fattura
artigianale unica, si regge su una struttura in alluminio con un singolare piedistallo ed è dotato di 4 ruote che ne facilitano lo
spostamento. Le casse possono essere collocate in tre differenti posizioni o
allontanate dall’apparecchio grazie ai cavi. Purtroppo la modernizzazione dell’RR126
prevede anche il lettore cd, il che va nettamente in suo svantaggio, anche se l’indiscutibile
design lo rende ancora un preziosissimo complemento d’arredo grazie all’intramontabile
giradischi. Il suo prezzo oggi si aggira attorno ai 5000 euro.