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Ritorno al futuro, musiche dal film

Ritorno al futuro I colonna sonoraQuando si parla di film non posso fare a meno di citare la mia trilogia preferita: Ritorno al futuro che ho visto i per la prima volta quando avevo circa 5 anni; ricordo di averlo visto una vigilia di Natale a casa di mia zia. Da vera amante del film parlo oggi della sua colonna sonora perché il primo viaggio nel tempo di Marty McFly, il protagonista, è stato fatto nel 5 Novembre 1955, giorno in cui Doc inventò il flusso canalizzatore.  

Per ascoltare la colonna sonora premi PLAY 

Il 5 Novembre 1955, fu il giorno in cui inventai il viaggio nel tempo. Me lo ricordo benissimo: stavo in piedi sul water attaccando un orologio, la porcellana era bagnata sono scivolato e ho battuto la testa sul lavandino. Quando ho ripreso i sensi ho avuto una rivelazione… una visione… un’immagine scolpita nella mente… un’immagine di questo. Questo rende possibile viaggiare nel tempo… il flusso canalizzatore. Doc Brown

La colonna sonora di Ritorno al futuro I é uscita nel 1985 ed é composta da 10 brani; é diventata famosa per i pezzi di Huey Lewis & The News e per gli orchestrali scritti e diretti da Alan Silvestri. 

The Power of Love di Huey Lewis & The News é il primo pezzo della band ad avere scalato le classifiche di tutto il mondo. Nel 1986 fu nominato agli Academy Award come miglior canzone e arrivò in cima alla Billboard of 100. Il brano è inizialmente usato quando Marty McFly esce da casa di Doc con lo skate per andare a scuola, poi é ripetuto durante le audizioni per il ballo “Incanto sotto il mare”suonato dallo stesso Marty. Il cantante Huey Lewis interpreta il ruolo del professore che sceglie i gruppi e boccia la sua audizione.
Time Bomb Town  é qui suonato da Lindsey Buckingham, meglio conosciuto come chitarra dei Fleetwood Mac. Buckingham ha suonato tutti gli strumenti fatta eccezione per la batteria.  
Back to the Future composta da Alan Silvestri e eseguita da The Outatime Orchestra (il nome viene dalla targa della Delorean) é una delle punte di diamante del film.  Il compositore ha scritto quasi tutte le musiche dei Film di Zemeckis. A questo proposito vi propongo un bellissimo video in cui Alan Silvestri in persona esegue il pezzo con la chitarra acustica.  

Heaven Is One Step Away é un brano contenuto nel disco “Behind the sun” di Eric Clapton e nel boxset Crossroads.
Back in Time di Huey Lewis & The News: la canzone si sente alla radio quando Marty si sveglia al ritorno dal viaggio nel 1955 e poi durante i titoli di coda, è stato un brano molto popolare negli anni ’80. 
Back to the Future Overture, eseguita da The Outatime Orchestra “Comporre la colonna di Ritorno al futuro é stato interessante perchè Bob aveva tante di quelle cose da fare sin dal primo giorno delle registrazioni che al contrario di tutti gli altri lavori che ho svolto né lui, nè nessun altro hanno sentito una sola nota del Tema mentre ci stavo lavorando, neanche un sussurro per telefono” (Alan Silvestri).
The Wallflower (Dance with Me Henry) cantata dalla giovanissima Etta James fu registrata per la Modern records. Il pezzo divenne una hit del R&B scalando le classifiche americane in meno di un mese. 
Night Train di Marvin Berry and the Starlighters é un pezzo blues registrato per la prima volta nel 1951. Nel Film é eseguito da Marvin Berry e dalla sua band che anima la serata del ballo “Incanto soto il mare”. 
Earth Angel eseguita sempre da Marvin Berry and the Starlighters é un altro classico e fu registrato per la prima volta nel 1954. Durante l’esecuzione di questo pezzo Marty, che ha sostituito il chitarrista infortunato, stà per scomparire ma i suoi genitori si baciano per la prima volta, impedendo la sua morte. 
Johnny B. Goode di Marty McFly & the Starlighters rappresenta  uno dei momenti cult del film. Dopo l’innamoramento dei genitori Marty deve andare via perché, per tornare nel 1985, deve incanalare la potenza del fulmine che colpirà il campanile nel flusso canalizzatore della sua Delorean. Tuttavia c’è ancora un po’ di tempo e gli Starlighters lo convincono a suonare un pezzo. Lui si cimenta nel celebre brano di Chuck Berry (cugino del chitarrista infortunato Marvin) che però uscirà solo nel 1958, lasciandosi andare a un’esibizione estrosa molto anni ’80. La voce di Marty non è di Michael J.Fox ma di Mark Campbell e la chitarra é suonata da Tim May mentre Paul Hanson, che nel film fece il cammeo come bassista dei PinHeads, insegnò a Fox la sequenza precisa di accordi e assoli per rendere più veritiero il pezzo. 
Se voleste approfondire il discorso, sistono numerosi siti che si occupano di Ritorno al Futuro, tra questi:
Ritornoalfuturo.itun bel sito italiano sempre aggiornato, in cui troverete molte curiosità sulla trilogia.
Futurepedia è invece un “wikipedia” dedicato completamente a ritorno al futuro
Hill Valley é una pagina molto nerd dedicata agli amanti del film
In questo film abbiamo molti ingredienti di successo: l’avventura, la musica, l’amore per la scienza e un interessante ritorno al passato..
Strade? Dove andiamo non servono strade…

Giorgio Prette lascia gli Afterhours

Notizia fresca e triste stamane: Giorgio Prette, storico batterista degli Afterhours, lascia la band dopo 25 anni per dedicarsi ad altre avventure sonore, così come riportato nel sito
“Giorgio Prette, storico batterista degli Afterhours, dopo 23 anni lascia la band per dedicarsi ad altri progetti musicali, ringraziando il pubblico per il seguito e l’affetto ricevuto”.
Afterhours, addio Giorgio Prette
Gli Afterhours hanno iniziato il loro percorso musicale verso la fine degli anni ’80 per volontà di Manuel Agnelli; Prette, assieme a Xabier Iriondo, entrò nella band nel 1991 nell’album Cocaine Head. La formazione é cambiata parecchio nel corso degli anni, quella attuale vede Agnelli alla voce, Giorgio Ciccarelli alle chitarre, Roberto dell’Era al basso, Rodrigo d’Erasmo al violino. Rimane da sperare che l’uscita di Prette sia solo momentanea come quella di Xabier che aveva lasciato il gruppo nel 2001 per poi rientrare nel 2012. Gli Afterhours saranno in giro per l’Italia con un Tour teatrale a partire dal 29 Gennaio 2015.  

Giorgio Prette, Manuel Agnelli, Afterhours

Where the moon came from, Psichedelic Saturday

Where the Moon Came From
è una band pensata da David Vandervelde che ha composto Psychedelic Saturday,
una canzone-caleidoscopio che trasporta l’ascoltatore in un’altra dimensione. Premi PLAY

where the moon came from psychedelic saturday

La band
Non ci sono tante notizie sulla band sparse per il web, si sà tuttavia che verso la fine dell’inverno
2006 David Vandervelde si stabilì a vivere nel divano della Moon Tower (la casa
e lo spazio in cui la band creava i suoi pezzi sperimentali), dopo aver vissuto
per un periodo nel suo studio diregistrazione a Chicago. Quel particolare
inverno The moon Tower ospitava una serie di disoccupati con molto tempo libero
che, per due lunghi mesi, trascorsero il loro tempo bevendo, mangiando cibi precotti
e guardando a ripetizione StarWars. Quella che pareva una perdita di
tempo ha portato però David ad avere un contratto discografico con la “Secrety
Canadian”
e  i Where the Moon Came From hanno così registrato il loro primo lavoro: Psychedelic Saturday.

La canzone: una storia lunga un anno
In un sabato più freddo
del solito, la band si chiuse in casa per suonare,
piazzando microfoni 
in giro per la  casa; ciò che ne
venne fuori fu un unica traccia di 4 ore, la cui essenza, di ben 16 minuti, é diventata questo brano. Matt Dewine
spese l’intero anno successivo al mix, manipolando la traccia, mentre
Vandervelde sovraincise i suoni registrati in casa improvvisandoci sopra. Inizialmente il pezzo era
scisso in 4 tracce. 
La Band ha dichiarato di essersi ispirata a Amon Duul II,
alla Mahavishnu orchestra e ai Mars VoltaScarica gratuitamente il pezzo QUI
Leggi anche The Goastt, Long Gone

Annie Lennox, Nostalgia

Annie Lennox é una delle voci femminili più interessanti degli ultimi 40 anni. Raggiunto il successo nel 1983 con l’album “Sweet drams” con gli Eurythmics, ha intrapreso la carriera solista al principio degli anni 90. Uscita qualche giorno fa con un nuovo lavoro “Nostalgia”, reinterpreta classici della musica del ‘900 in particolare degli anni ’40. 
Premi   PLAY
L’album Nostalgia é una collezione di pezzi la cui imbastitura sonora, elegante e intimista, é ridotta all’osso; questa atmosfera essenziale colora alcuni pezzi super classici del canzoniere americano di una luce nuova: la sua.
I ritmi jazzati dai risvolti blues e gospel  danno a questo lavoro un colore e un calore d’altri tempi anche se il timbro inconfondibile di Annie dà a brani quali Summertime, Georgia on my mind o al bluesaccio Moon indigo una malinconia mai sentita prima. 
Il risultato, perfettamente riuscito, é un  prezioso album invernale, da ascoltare sempre e solo al momento giusto, magari mentre fuori piove.

Ascolta Anisina by Pink Floyd

Trasmesso sulla BBC “Anisina”, il brano strumentale di “the endless river” il nuovo disco dei Pink Floyd in uscita l’11 Novembre.
Ascolta QUI "Anisina", nuovo pezzo dei Pink Floyd Questo é un brano strumentale al piano che poi é stato riarrangiato con i fiati. Il titolo “Anisina” come spiega Gilmour durante il programma radio, significa “In memoria di..”.
Durante la chiacchierata con Mr.Gilmour, s’è parlato un po’ del disco in uscita il prossimo 11 Novembre e della carriera dei Pink Floyd.
Ho fatto una trascrizione dell’intervista.
Come mai il disco esce ora e come l’avete creato? 
Dopo aver registrato The Division Bell nel 1994, avevamo bisogno di ritrovarci assieme perché era da tanto che non ci vedavamo, così abbiamo fatto diverse jam sessions (circa 20 ore).  Da lì abbiamo estrapolato alcuni pezzi riadattandoli. 
Quindi le registrazioni sono state fatte 20 anni fa?
Si. Il pezzo che presentiamo quest’oggi è strumentale, Recentemente ho fatto un disco e ho suonato con altri pianisti e ho pensato “quanto vorrei che Rick fosse ancora qui” per darmi una mano, così sono andato a riascoltare la nostra vecchia musica, in particolare queste sessioni, 
Raccontami dei Pink Floyd negli anni ’60..
Loro hanno inciso il primo disco nel 1967 e il disco fu scritto da Syd Barrett, un mio amico che era una specie di Leader della band in quel preciso momento. Per varie ragioni dovette lasciare il gruppo e mi chiese di prendere il suo posto nel gennaio del 1968, quando avevo 21 anni.
Come ti sei sentito?
Ero contento, inoltre loro avevano bisogno di qualcuno quindi..ho fatto la differenza.
Doveva essere difficile creare un disco innovativo, qualcuno suonava come i Pink Floyd in quegli anni?
The endless river Pink Floyd

Non esattamente, esistevano moltissime micro influenze, specialmente progressive, in giro per il mondo. La gente aveva suoni differenti, che poi si  tirano fuori quando si suona assieme e ciò che vien fuori é particolare, unico. 

Qual’è l’abum a cui sei più legato?
Bhe, direi The dark side of the moon e Wish you where here, quello è stato un periodo fantastico. Anche The division bell in cui abbiamo lavorato assieme dopo molti anni. 
Cosa stiamo per ascoltare?
Anisina é un brano strumentale, non credo fosse nuovo nel 1993 quando é stato registrato. Era un pezzo esclusivamente al piano, recentemente l’abbiamo arricchito con il sax e il clarinetto. che lo rendono molto più “istantaneo”.  Abbiamo deciso di chiamarlo Anisina, una parola turca che significa “in memoria di..”….

 Potete ascoltare  QUI l’intervista e il brano a partire dalle 2 ore e 15 minuti.
Leggi e ascolta anche “Louder than words” QUI

Is Paul really DEAD?

Paul Faul

Introduzione
Secondo alcuni Paul McCartney sarebbe morto nel 1966. 

La tesi é “avvalorata” da alcune prove documentali relative non solo alle differenze fisiche tra Paul (l’originale) e Faul (Finto Paul), ma anche ad alcuni particolari eventi della storia dei Beatles che tra il 1966 e il 1970 paiono giustificarla.
Capitolo 1
La leggenda
La notte del 9 Novembre del 1966 alle ore 5:00 del mattino, Paul McCartney lasciò con la sua Aston Martin gli Abbey Road studios dopo un furente litigio con John a causa di un diverbio su una canzone. Come in ogni storia intrisa di mistero, durante quella notte buia e tempestosa, Paul si schiantò con la sua Aston Martin lasciandoci le penne.

Capitolo 2 
Am I dead?

Paul and faul deadPoco più tardi, verso le 6 del mattino, un ufficiale di nome Maxwell informò il resto della band dell’incidente letale. La leggenda narra che nel luogo dell’incidente fosse presente una ragazza di nome Rita, un’autostoppista, che disperata affermava tra le lacrime che il morto era paul Mccartney.  Secondo la ricorstruzione, dopo essere salita sull’ auto e averlo riconosciuto Rita ebbe una crisi isterica, scuotendolo sino a fargli perdere il controllo dell’auto. Lui rimase incastrato in auto ma lei riuscì ad uscire dal veicolo per cercare aiuto. La macchina esplose e il corpo fu decapitato.I beatles trascorsero 2 giorni rinchiusi in casa pensando alla tragica fine dell’ amico e a quella inevitabile della band. John disse di avere molte canzoni finite e altrettante in fase di lavorazione scritte con Paul, circa una cinquantina. I Beatles decisero allora di non fermarsi, di continuare a vivere il sogno, camuffando la morte dell’amato collega.

Capitolo 3 

L’ingresso di Faul
Il misterioso Maxwell suggerì di trovare un sosia ed eventualmente sottoporlo a un intervento

paul faul sgt peppers

chirurgico. I Beatles accettarono. Il giorno seguente fu annunciato che la band non avrebbe più suonato live concentrandosi solo sugli album in studio. Successivamente il giornale americano “Tiger Beat” lanciò il conoscorso “Il sosia di paul” che non ebbe mai nessun vincitore accertato. In realtà William Campbell era il sosia che la band andava cercando, così con moderni interventi chirurgici il suo volto fu “riadattato” la dove divergeva dall’originale beatle. Il ragazzo fu poi mandato a una scuola di dizione e il resto della band gli insegnò i pezzi. Secondo alcuni studi il Paul post  1966 é semplicemente una persona diversa:

  • Faul sarebbe più alto, confrontandolo affianco a Lennon prima dell’incidente aveva una statura simile alla sua, dopo invece sembra essere circa 5 cm più alto.
  • Il viso di Paul era più tondeggiante, più ovale quello di Faul
  • Dentatura diversa
  • Alcuni esami hanno rilevato che la voce di Paul prima del 1966 é diversa da quella del periodo successivo.
Capitolo 4 
Copertine e testi con riferimento alla morte di Paul
is paul McCartney dead?

John suggerì di segnalare l’accaduto al pubblico tramite richiami nelle copertine, doppi sensi nelle canzoni e sottofondi con messaggi subliminali, così nei testi come in alcune sovraincisioni che possono sentirsi chiaramente solo ascoltando i vinili al contrario, sono riportati alcuni indizzi fondamentali per avvalorare questa tesi . 

Per non dividere i proventi del copyright con Campbell i 3 Beatles superstiti fondarono la Apple (originariamente chiamata A Paul).
Paul McCartney diedRubber soul originariamente si chiamava “Rubber Paul”, in riferimento al corpo dilaniato dell’amico morto, poi cambiato in “Soul”. La fotografia del disco fu scattata come fosse ripresa da una bara. Il titolo formava il disegno di un cuore capovolto. Nel singolo di “Nowere man”, Paul guardava in una diversa direzione rispetto agli altri. Il testo Nowere man è dedicato  a Paul. Girl era dedicata alla ex fidanzata di Paul, Jean Hasher. Sgt. Peppers Lonely Hearts Club Band é un vero elogio funebre, in mezzo ai fiori si può notare il basso di Paul.  Un’altra prova é quella della grancassa: Tagliando con uno specchio la scritta “lonely Hearts” si formano le scritte “1 ONE 1” e “HE DIE” che indicherebbero “1 1 1”, il numero dei Beatles superstiti ed la scritta un po’ sgrammaticata “Egli muore”. Nella foto sopra la testa di Paul compare una mano aperta che in alcune culture orientali sarebbe simbolo di morte. Inoltre, sul braccio ha un distintivo sopra il quale sembra essere scritto OPD “Officially Pronunced Dead” (Dichiarato Ufficialmente Morto).

Officially pronounced dead Paul
Il testo del pezzo “A day in the life”, in particolare la prima strofa fornisce un altro indizio eclatante:
I read the news today, oh boy/ About a lucky man who made the grade/And though the news was rather sad/ Well I just had to laugh/ I saw the photograph/ He blew his mind out in a car / He didn’t notice that the lights had changed/ A crowd of people stood and stared /They’d seen his face before /Nobody was really sure /If he was from the House of Lords.                      

TRADUZIONE

Ho letto una notiza oggi, ragazzi/  su un uomo che s’è fatto un volo/ la notizia era spiacevole/  ma mi son fatto una risata/Ho visto la fotografia,/  S’è spaccato la testa  con un auto/Non aveva visto il semaforo diventare rosso/Diverse persone stavano lì a fissarlo/Avevano già visto il suo volto/Nessuno era davvero sicuro/Che appartenesse alla camera  Lords.
Nell’album Abbey Road , Paul è l’unico a piedi nudi come per volersi estraniare. Esistono inoltre numerosissimi altri indizi come la targa del maggiolone che stà a significare Linda McCartney Widowed (Linda McCartney vedova).
Uno dei documentari più recenti e ben strutturati é: Paul McCartney really dead: The last testament of George Harrison, del 2010.
Nel 2003 Paul McCartney ha tenuto un concerto gratuito al Colosseo, e in mezzo a quella folla ero presente anche io. Seppur curiosa, questa teoria non mi ha mai convinta. Se voleste approfondire l’argomento, il web è davvero pieno di articoli sulla morte di Paul.  Uno tra questi il blog Plasticmaccainteramente dedicato a questa vicenda, in alternativa provate a digitare Paul/Faul su google..  Leggi anche John Lennon, diario di una fan


Ascolta QUI Yusuf/ Cat Stevens ‘Tell ‘em I’m gone

Quand’ero bambina la domenica pomeriggio io e mio padre andavamo, con chitarra in spalla, dal suo amico Franco, patito come lui di Cat Stevens. Si ascoltava un po’ il giradischi e poi mio padre suonava e il suo amico cantava; io e sua figlia Francesca eravamo un pubblico caloroso che dispensava baci e abbracci dopo ogni pezzo, quindi Yusuf rappresenta per me un meraviglioso pezzo di infanzia. Ascoltalo QUI
Cat Stevens, super cantautore, oggi Yusuf Islam dopo la sua conversione religiosa, continua a singhiozzi a pubblicare dischi. Sembrava scomparso invece dopo 25 anni di assoluto silenzio, tornò sulle scene nel 2009 con “An other cup”. Trascorsi altri 5 anni Yusuf é uscito ieri con un nuovo disco ‘Tell em I’m Gone, mix perfetto di brani originali e cover, come il pezzo “big Boss man” in perfetta sintonia con l’originale “Gold Digger”,  in cui Yusuf parla del mondo dei minatori. Prodotto da Rick Rubin (che ha lavorato anche con Johnny Cash),  questo lavoro ha evidenti sfumature blues e gospel e rappresenta  una decisa virata verso il rhytm & Blues.
Tra gli ospiti l’armonicista Richard Musselwhite (che ho visto questa estate all’Aglientu Summer Blues Festival), il chitarrista Richard Thompson, Bonnie “Prince” billy e i fantastici Tinariwen. Il risultato é un buon lavoro, certo, ben lontano dal Cat Stevens di “Father and Son” ma é coinvolgente e denso; la voce é al solito splendore: caldissima e cristallina e le importanti collaborazioni rendono il disco un interessante pezzo da collezione.
Consiglio l’ascolto agli amanti del Blues, ai fan di Cat Stevens e a tutti quelli in cerca di.

Leggi anche Aglientu Summer Blues Festival 2014

The Flaming Lips, With a Little help from my fwends

Flaming Lips sono una band che suona da oltre 30 anni e Sgt.Peppers é uno dei dischi più acidi e psichedelici dei Beatles. Ecco un tributo colorato dei primi ai secondi con una rivisitazione originale di questo classico intramontabile. Ho ascoltato l’anteprima qualche giorno fa e finalmente da oggi sarà disponibile sul mercato.  In effetti é difficile immaginare un’intera cover del disco Sgt. Peppers Lonely Hearts Club Band che non sia scontata, perché questo é un album molto complesso, studiato a tavolino “quasi” interamente da Paul McCartney, in cui nulla, proprio nulla é lasciato al caso.

Flaming Lips, With a Little help from my fwends
Il progetto dei Flaming Lips é audace e si avvale di una marea di collaborazioni, una per ogni pezzo; di queste alcune sono quasi “ovvie” come quella dei Foxygen e Dr.Dog,  altre sono invece inaspettate e controcorrente come quella spettacolare di Miley Cyrus che assieme a Moby contribuisce a creare una fantastica “Lucy in the sky with diamonds”, vera punta di “diamante” del disco. 
Tra i pezzi più interessanti ci sono Fixing a Hole, in cui i collaboratori d’eccezione sono gli Electric Wurms, mentre Whitin You without you, in collaborazione con Birdflower & Morgan Delt risulta essere una vera bomba psichedelica: fantastica.  Oltre a questi la già citata Lucy in the sky with diamonds A day in the Life sono tra gli esperimenti meglio riusciti
Il risultato, apprezzabile anche dai Fan più integralisti dei Beatles, é infatti da interpretare come una rilettura tutt’altro che amatoriale, scritta con amore ma al contempo dal risultato quasi dissacrante, frivolo e irriverente. Questi ingredienti di consapevolezza e destrutturazione contribuiscono a creare un tributo strano, a tratti quasi fastidioso, che però si fà amare sin dalla prima nota con i suoi colpi di Synt e suoni ultra pop shakerati a dovere. Il disco mi piace, mi piace molto e vi consiglio l’ascolto. 
Curiosità:
Nel loro Tour si son spesso incontrati con Sean Lennon che con la band GOASTT, ha anche partecipato ad alcune date. Sono disponibili foto e video sul suo profilo instagram.

Leggi anche Long Gone, il nuovo Ep dei GOASTT

Oggi è morto Lou Reed ma i necrologi lasciamoli ai giornali

Oggi è morto Lou Reed ma i necrologi lasciamoli ai giornali
Ogni volta che Lou faceva una capatina dalle mie parti succedeva sempre qualcosa che all’ultimo mi ha lasciata a casa, così l’ho visto una sola volta, nel 2007, in un bellissimo anfiteatro durante il tour Berlin.
Un anno fa ero a Londra in viaggio, m’era stato regalato un weekend per andare a comprare qualche vinile. Io e Davide eravamo ospiti del nostro amico Marcello che si é trasferito lì. Quella sera stavamo scendendo dalla metro quando mi arrivò un messaggio: “é morto Lou Reed”. 
A un mese dalla sua morte, una volta rientrata dal viaggio con qualche vinile in tasca, scrissi una riflessione, eccola.
Premi PLAY
I media mediano male di sicuro, perchè mentre mi trovavo a Londra il mese scorso mi è giunta la notizia della morte di Lou Reed. Tra un pub e l’altro mentre macinavo chilometri sulle mie gambette stanche io a Lou ogni tanto ci pensavo, con tristezza, pensando a quando l’ho visto Live e discorrendo con Davide e Marcello di album preferiti, collaborazioni, reunion ecc.. 
Lou Reed, BerlinIeri è stato un colpo, 
la mancanza è arrivata al cuore.
Ieri è morto Lou Reed
disastroso e intenso come un tramonto rosso e spezzato
che svanisce dietro la calunnia della notte 
e che nasconde 
e non genera.
Ieri è morto Lou Reed e io non lo sapevo.




Led Zeppelin II compie 45 anni!

Siamo seri, alla fine degli anni 60′ è stata prodotta tanta di quella musica interessante che per anni mi sono letteralmente “specializzata” in questo decennio, ascoltando prevalentemente disconi intramontabili che hanno marchiato a fuoco la storia della musica. Ieri, per sempio, era il compleanno di Led Zeppelin II
,
 che si annovera nell’olimpo dei dischi perfetti e che è uscito in circolazione il 22 Ottobre del 69. Premi PLAY

Led Zeppelin II buon compleanno

Gli Zeppelin avevano appena pubblicato il primo capo-lavoro mentre si accingevano a regalare il vol. II a milioni di orecchie sparse per il mondo. Dico subito che John Bonham è il mio batterista preferito, il suo tocco è sfavillante, denso, mi fa venire i brividi ogni volta che l’ascolto, pensiamo per esempio a quant’é intenso il suo attacco di The lemon song. Tra l’altro a inizio carriera Bonham ebbe parecchi problemi perché era considerato “troppo rumoroso” e molti locali e band l’avevano bandito (pazzesco!).  John Paul Jones è il cuore della band, polistrumentista abilissimo fece molto spesso negli Zeppelin quello che Ray Manzarek faceva nei Doors, suonando sia la traccia del basso sia la tastiera contemporaneamente. Era certamente quello tecnicamente più avanti nel gruppo e gli arrangiamenti sono quasi sempre farina del suo sacco e/o del geniale Jimmy Page; inoltre in Led Zeppelin II non si può non amare il suo basso. Jimmy Page è una leggenda vivente, faceva da solo il lavoro di due chitarristi e ho detto tutto; infine  Robert Plant con quella voce così particolare, accompagnata a dovere dai tre talentuosi compari, rimarrà per sempre nella storia.

Led Zeppelin II compie gli anniCome accennato il disco è stato scritto in fretta e furia sotto pressione della Atlantic Records e la band é stata accusata di plagio, (ora vedremo perché) anche se Led Zeppelin II è talmente energico e dinamico che la cosa passa in secondo piano.
Whola lotta Love ha uno dei riff più belli degli ultimi 50 anni, ed è la ripresa letterale del brano You need love di Muddy Waters. C’è da dire che si, i pezzi sono identici ma i risultati sono molto differenti: la canzone s’è piazzata al 1° posto un po’ ovunque. Occhio alla batteria di Bonham quando introduce l’assolo di Page: capolavoro. 
What is and what should never be scritto da Page-Plant é un pezzo soft, a tratti può sembrare un po’ economico, anche se le improvvise esplosioni lo caricano alla grande. Questo brano non si può stufare, dal secondo ascolto si vuole risentire a oltranza.
Il terzo pezzo,The lemon Song, é valso agli Zeppelin una seconda denuncia di plagio per il testo, (ascolta Killing Floor di Howlin’Woolf). Nel ’72  i Led furono denunciati giungendo a un accordo che vede l’inserimento di Woolf come co-autore del pezzo. Anche qui siamo davanti a un pezzaccio maledetto, entrato nella storia. .
Thank You è un magnifico pezzo con chitarre acustiche, tastiere e la delicata voce di Plant. Una pausa interessante dopo tanta energia. Sognante ed elegante il brano è uno dei miei preferiti dei Led. 
“If the sun refused to shine,
I would still be loving you

When mountains crumble to the sea

There will still be you and me”

Heartbreaker è un altro brano da Greatest Hits, bello, pastoso, è come un cibo genuino e succulento. Il riff ripetuto ad oltranza non stanca e poi c’è l’assolo di Page: sublime.
Living loving maid (she’s just a woman) è uno dei pezzi meno cari alla band, pensate che non fu quasi mai eseguito in concerto ed é dedicato a una groupie-stalker di Plant.
Ramble On segue la scia di Thank you, con la piacevole alternanza  di parti soft ed esplosioni elettriche in cui il fraseggio basso-batteria mi fa letteralmente impazzire! Ottimo, ottimo pezzo. Grandi!
Moby Dick è un megapezzo strumentale  con un assolo centrale di batteria in cui Bonzo dà il meglio di se. Veramente una BOMBA!
Bring it home é una canzone scritta da Willie Dixon e interpretata tra gli altri da Sonny Boy Williamson II e dagli Zeppelin che lo hanno omaggiato nell’intro ma senza citarlo nei crediti; furono citati in giudizio dalla Chess records nel 1972 senza alcun successo.

Led Zeppelin II John Bonham

Led Zeppelin II, nonostante le varie controversie che lo contraddistinguono, è e rimarrà una dei migliori dischi di sempre; il maestro Jimmy Page alle chitarre, Robert Plant alla voce, John Bonham e il grande John Paul Jones hanno mescolato una buona dose di Blues, 2 o 3 gocce di Folk con una potenza Hard Rock che li contraddistingue per creare 9 pezzacci intramontabili. Immagino i ragazzi che in quegli anni sentirono per la prima volta questo disco, non c’era nulla di simile in circolazione. 10 e infiniti +