Morgan e Maria de Filippi

O mangi questa minestra: la Tv da Morgan a Ferrer

In questi giorni si è ampiamente parlato di Morgan e della sua partecipazione ad Amici, programma TV condotto e ideato da Maria de Filippi, e della sua dipartita alla terza puntata del programma. Come sempre accade in queste situazioni l’opinione pubblica s’è divisa tra coloro che dicono “Chi è Morgan?” e coloro che invece esclamano “Chi è maria?”

Chiarisco subito che apprezzo Morgan come artista (ha scritto due capolavori come Canzoni dell’Appartamento e da A ad A, che altro aggiungere?) e conoscitore della musica mentre non conosco il programma in questione, quindi non posso esprimere giudizi.

Ho inoltre alle spalle una laurea in storia dell’Arte, che mi ha permesso di approfondire la biografia di moltissimi artisti e di comprendere che l’innovazione non può andare di pari passo con il rispetto degli standard. Dove c’è rottura può nascere qualcosa di nuovo, imprevisto e dirompente; per citare Morgan è necessario Svincolarsi dalle convinzioni, dalle pose e dalle posizioni per creare novità.

Includere in un format televisivo un artista come Morgan che basa la propria esistenza umana e artistica sull’imprevedibilità e sulla sacrosanta e legittima volontà di contraddirsi significa o innovare il Format, scegliendo la sperimentazione e l’imprevedibilità per areare l’aria stantia, o voler in qualche modo sfruttare a proprio favore le incongruenze dell’artista per far parlare di sé. Pare ovvio e palese che in questo caso l’opzione più plausibile, non necessariamente vera, sia la seconda.

Tutto quel che vi dico adesso è verificabile guardando le tre puntate di Amici a cui ho partecipato, ma vi ricordo che sono montate, quindi opere di confezionamento, come i film. […] Non sono degli accadimenti che avvengono in diretta. Lì è una zona buia dove non solo manca la cultura, manca il minimo indispensabile perché cultura e Arte si basano su una struttura che deve prima di tutto avere in sé il concetto di vita.

Vogliamo entrare nel Talent Show? Io da dentro ho avuto l’esperienza Rai, Sky e Mediaset. […] In RAI le persone hanno vinto un concorso, in Mediaset non c’è persona che abbia competenza musicale, didattica o che tratti i minorenni. Questi sono gli schiavi, io una cosa del genere signori non l’ho mai vista. Lì hanno altri scopi e sono solo mercantili, […], li sbattono sui banconi, che sarebbero il mercato discografico, li macellano, li mettono nel mercato e dopo un anno li buttano via nella spazzatura e di nuovo avanti così.

Sono andato a fare Amici per due motivi, uno è perché ero tanto curioso di vedere cosa c’è dentro il palazzo.

Di artisti irriverenti inglobati male nel tubo catodico ce ne sono stati tanti. Alcuni hanno fatto delle ospitate infelici, altri, come Morgan, si sono prestati a fare TV: pensiamo a Mina, Battisti, Gaber, Jannacci, Celentano, Piero Ciampi e tanti altri…

Che dire di Rino Gaetano beffeggiato da Maurizio Costanzo? Questo spezzone è stato estratto dalla trasmissione Acquario del 1978, nel video si può notare come Gaetano venga trattato con disprezzo da Costanzo che, assieme a Susanna Agnelli, anche lei ospite, è stato citato nel testo di questa canzone.

https://vimeo.com/169822879

Costanzo: Questo Gaetano è un cantautore che fa canzoncine ironiche, così, scherzose, scanzonate e quest’estate ha avuto un discreto successo Nun te Raggae più, vale a dire non ti reggo più e lui, che si dedicherà prossimamente a mettere in musica forse le pagine gialle, perché fa degli elenchi di nomi (Costanzo e la Agnelli fanno parte dell’elenco) nel quale sono coinvolte una serie di persone, ci sono anch’io. L’ha sentito? (rivolgendosi a Susanna Agnelli)

S. Agnelli: si, lo conosco. I miei figli sono arrivati a casa “mamma senti questo disco, Nun te raggae più!” (sorride)

R. Gaetano: è un modo simpatico per dire Nun te Raggae più…

Costanzo: non si fanno le canzoni aggressive per poi chiedere scusa alle persone

Gaetano: no, no in modo simpatico dico per i figli… (Susanna Agnelli ride)

Tra gli altri interventi televisivi non posso non citare la bellissima trasmissione Speciale per voi condotta da Renzo Arbore che si era circondato da una schiera di giovani (e non solo) un po’ particolare. Tra i vari programmi devo ammettere che questo mi piace parecchio anche se le uscite del pubblico non sono sempre felici… In più di un’occasione gli Artisti invitati son stati messi in difficoltà dal pubblico, cito per esempio Caterina Caselli che in una puntata scappò via in lacrime dopo che una ragazza del pubblico le aveva detto, in maniera piuttosto brusca, che non sapeva cantare.

https://youtu.be/mK5TODbhIuk

Altro celebre intervento è quello del pubblico di Speciale Per Voi contro Lucio Battisti

Ragazzo del pubblico: tu hai detto che la voce non è importante, no? Ma allora tu cosa credi di dire nelle tue canzoni?

Battisti: Ma che devo dì? Io non dico niente state a parlà sempre voi e io che dico? Parlate sempre voi! Non ho capito mica… Ma insomma io non c’ho capito niente, sò tre ore che state a parlà e non si è concluso niente. Io propongo delle cose, vi emozionano, vi piacciono si o no?

Pubblico: Si

Battisti: Bene, me fà piacere, maestro su con la base!

Un altro esempio di boicottaggio è quello esercitato da Pippo Baudo su Nino Ferrer. Iniziato come un rapporto di collaborazione, quando Ferrer cantò Donna Rosa, scritta da Pippo Baudo per la sigla della trasmissione “Sette voci”.

Il periodo in questione, compreso tra il 1967 e 1969, fu coronato da un successo dietro l’altro per Ferrer (Viva la campagna, La pelle nera, Il Re d’Inghilterra) e dalla sua partecipazione al programma Sette Voci al fianco di Baudo e Io, Agata e Tu con Raffaella Carrà. Ferrer era un artista anarchico (se non lo conoscete ascoltate il disco Rats and Rolls) e il rapporto con Baudo a un certo punto diventò così stretto, preconfezionato e limitante che l’artista genovese se ne andò dall’Italia senza far ritorno per circa 20 anni, quando Red Ronnie lo convinse a partecipare al Roxy Bar.

A tal proposito scrisse il brano O mangi di questa minestra, contro la RAI e la censura fatta agli artisti; nel testo Ferrer non lascia nulla al caso citando anche Pippo Baudo col nome di Donna Rosa. Il brano, sempre contenuto nel disco Rats and Rolls, risale all’anno 1970.

Io vorrei dirne sempre di più ma c’è di mezzo Mamma RAI TV

che mi dice O mangi questa minestra oppure salti giù dalla finestra!

E allora il suo nome è Donna Rosa, Rosa, Rosa

Mannaggia alla miseria…

Viva la musica, l’Arte e la Libertà!

In conclusione dice bene Morgan quando afferma che la Tv è preconfezionata, specie se non Live. Gli artisti vanno difesi e tutelati, non denigrati in favore di un programma Tv montato “ad Arte”.

Viva la musica, l’Arte e la Libertà!

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