kate stone user experience

Intervista. Kate Stone, tecnologia e strumenti musicali in carta

Ho scoperto Kate Stone guardando un documentario su Sky Arte. La sua Missione è trasformare l’esperienza che si ha con gli oggetti, permettendo a tutti di suonare musica senza nessuna formazione accademica. Kate ha fondato Novalia, in cui il suo team utilizza stampanti ordinarie per fabbricare elettronica interattiva e circuiti stampati a basso costo anche se di buona qualità. Sono rimasta così colpita  dalla sua idea che dopo aver terminato il documentario le ho mandato una mail per fissare un’intervista.

La tecnologia di Novalia aggiunge tocco, connettività e dati negli oggetti comuni. Noi giochiamo in uno spazio a metà tra fisico e digitale utilizzando meravigliosi sensori tattili stampati per collegare tra loro persone, luoghi e oggetti. Dalla cartolina ai grandi poster, la nostra stampa interattiva è spesso sottile come un foglio di carta. Fondiamo scienza e design per creare esperienze indistinguibili dalla magia.

Prima di scoprire il tuo progetto vorrei chiederti di parlarmi un po’di te. Qual è il tuo background e che  percorso ti ha portato verso la nascita di Novalia?

Nella mia vita ho attraversato numerosi cambiamenti ma non ho mai desiderato essere diversa. A scuola per esempio non mi sentivo capita, così sono stata bocciata.

In realtà anche io per molto tempo non ho saputo chi fossi.

Sono così partita  in Australia per 4 anni, in quel periodo ho conosciuto me stessa e sono diventata quello che sono.

Per fare ciò ho dovuto lasciare andare qualcosa: le aspettative.

Per essere se stessi si devono lasciare tutte le aspettative.

Non so perché ma le persone sentono sempre il bisogno di riflettersi nell’immagine che gli altri hanno di loro…

Ognuno deve affrontare il processo di costruzione della propria personalità  e per esprimersi è necessario essere svincolati da queste convenzioni.

Quando non hai nulla da perdere, in quel momento, puoi cambiare.

In 10 anni ho perso tutto quello che avevo così mi sono lanciata in una sfida emotiva e fisica.

  • Ho lasciato il mio lavoro, perché avevo bisogno di avere di più, così mi sono rinchiusa nel mio garage e ho cominciato a lavorare al mio progetto: il piano era non avere piani. Avevo bisogno di libertà espressiva che ho concretizzato attraverso le mie competenze scientifiche. Volevo essere un’esploratrice, in particolare nella “user experience” ma senza nessuna idea precisa, nessun piano. Ero così spaventata, così insicura ma ho dovuto farlo. Le persone si svegliano e vanno a lavoro vestite tutte uguali, ma chi sono? Quando si lavora in proprio non si hanno vincoli, si è più liberi ma è anche vero che lanciarsi in un progetto innovativo è abbastanza spaventoso. È stato difficile ma necessario.
  • Ho cambiato genere, da uomo sono diventata donna ma non voglio parlarne, anche se so che la cosa è stata parte del viaggio.
  • Sono stata in Coma: ho avuto un brutto incidente che mi ha mandata in coma.

Wow, tutte esperienze forti ma adesso sei qui, hai un bel sorriso, le tue idee finalmente hanno preso forma…

Si, una cosa che ho sempre saputo è che desideravo creare cose che facessero sorridere le persone. Quando le persone toccano e scoprono gli oggetti tornano bambine.

Bhe di certo quando ho visto il documentario su Sky ho sorriso pensando “questa donna indossa un cappello che funziona come la consolle di un dj!” (Kate sorride e indossa il cappellino). Tu usi questo berretto e tanti altri oggetti comuni per creare qualcosa di diverso dal loro utilizzo standard. Qual è stato l’input per trasformare tutte queste cose in esperienze inaspettate?

Se dovessi utilizzare una parola direi curosità. Mi incuriosiscono sia il funzionamento delle cose sia come le persone interagiscono con gli oggetti.

Anche come le persone suonano.

Sono curiosa anche di scoprire il futuro e il passato.

Le cose per me sono come puzzle. Conosci le palline natalizie con la neve dentro? Immagina ogni batuffolo di neve come il pezzo di un puzzle. Non importa se io sia sveglia o no, talvolta vedo quei fiocchi di neve andare avanti e indietro e cadere per comporre un disegno.

Come il Tetris?

Si qualcosa di simile solo che per avere il disegno devi agitare la pallina e devi rilassarti in modo che le tue idee inizino a comporsi. Ero anche molto affascinata dal mondo delle stampanti: mi sono quindi domandata “come posso usare le stampanti per produrre circuiti elettronici?” Quando ho lasciato il mio vecchio lavoro, nel quale mi occupavo di stampare oggetti in plastica, ho utilizzato lo stesso metodo per produrre nuovi materiali. Per capirci meglio, una delle domande che mi sono posta è: Come posso guardare gli oggetti esistenti ed essere con questi creativa? Il centro dell’idea non era come posso stampare circuiti elettronici ma come posso aggiungere elementi elettronici alla stampa? Mi sono quindi inventata una stampante elettronica che aggiunge elementi elettronici a libri, poster, giornali, come una cosa aggiuntiva alle cose!

Kate mi ha quindi mostrato il suo quaderno musicale e le ho detto ” è il mio preferito, con un oggetto simile le mie interviste sarebbero davvero musicali!”

Le cose di tutti i giorni, gli oggetti, sono i più interessanti. Una delle mie prime idee al riguardo è stata quella di aggiungere l’orologio digitale ai quotidiani. Poteva essere utile per chi sta aspettando un treno in stazione o per chi ha un appuntamento. Ma quello era solo il principio. Sarebbe stato troppo costoso ma da quel momento la mia mente ha trovato la direzione.

Penso agli ebook, questi sono la trasformazione di un oggetto in un emule digitale. Tu invece hai cambiato la normalità modificando l’interazione con le cose comuni!

Esatto, così l’idea del giornale in quel periodo è stata molto importante perché ha spostato le mie idee su un altro canale. Prima di quell’avvenimento ho dovuto  esplorare per 10 anni.

Nonostante l’ ambito scientifico, all’interno del tuo progetto non trascuri la creatività: arte, tecnologia, musica, user experience. Hai un approccio artistico alla tecnologia. 

Il mio approccio alle cose è strano.

Le persone fanno le cose come sono sempre state fatte mentre io le faccio a modo mio.

Ho incontrato anche persone davvero poco gentili. Soprattutto dopo aver avuto l’incidente.

La mia risposta è sempre stata la gentilezza. Io non sono una persona rancorosa. I miei amici mi hanno sempre detto “come puoi essere gentile con chi ti tratta male?” La mia attitudine mi ha permesso di ribaltare le cose e sono riuscita ad avere un dialogo con i colleghi di settore.

Come posso sviluppare idee senza un approccio artistico? Per me è l’unico modo di far funzionare le cose.

Tu stai portando la musica alla gente in un modo nuovo. Come vivi la tua idea ora che è reale?

La tecnologia, come gli strumenti musicali, ha un suo linguaggio che dice alle persone come essere usata. Mi piace quando le cose sono così intuitive che le persone si sentono invitate a usarle, giocare con loro e iniziano ad avere una sorta di approccio musicale, molto emotivo senza bisogno di conoscenze pregresse. Sai quando hai un violino in mano devi studiare per farlo suonare!

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