The golden Age. Riflessione sulla tv musicale che non esiste più

Quel sabato sono rimasta a casa. Era il 2000 o 2001. Videomusic passava il testimone a MtV e Red Ronnie con le braccia a mezz’aria diceva: ragazzi è finita, è finita davvero e poi partí l’Unplugged dei Nirvana che segnava l’ingresso di MTV in Italia. Ero cosí triste perché videomusic aveva avuto molti programmi di qualità come Rock Revolution con Mixo, Zona Mito della biondina carina con la frangia, Segnali si fumo con Cingoli e la piccola Maugeri dai capelli blu. Oggi peró è tutto liquido, a portata di click e la tv non tv è in rete da tempo. Poi ci sono Netflix e ste robe affini da 3.99 al mese, la tv sta perdendo davvero il suo senso, non vi eravate ancora accorti? Per essere nostalgica posso guardare le mie vhs con i programmi di videomusic anni ’90 registrati, non certo un ex tubo catodico, oggi a led, che trasmette non cultura musicale. Questo è il mio parere, di certo i più piccoli la penseranno diversamente.

 
Così ho commentato un post dal titolo “Non dite addio a MTV, sono i canali che cambiano”. La cosa che inizialmente mi ha lasciato perplessa in questo articolo sono stati i commenti poi mi è venuto in mente il film di Woody Allen, Midnight in Paris e mi sono chiesta: qual è l’età d’oro della musica?

Io e tanti altri concorderemo sul fatto che negli anni ’60 e ’70 c’è stato un fermento pazzesco ma come potrei lasciarmi alle spalle i dorati anni ’50 o gli anni ’20, culla dei più grandi bluesman e che dire del mio adorato Bach? Poi ho ripensato a quando ragazzina videoregistravo i miei programmi preferiti su videomusic. Ah Videomusic!

Ridendo e scherzando questo è stato il primo canale televisivo musicale d’Europa e io ero una vera appassionata, tra i miei programmi preferiti c’erano Segnali di Fumo con Paola Maugeri e Claudio Cingoli, Rock Revolution di Mixo, Zona Mito e poi gli immancabili video in rotazione: pin-up e della settimana. I tempi erano favorevoli il Rock nella prima metà degli anni ’90 proponeva nomi incredibili, dai Guns N’Roses ai Nirvana, Pearl Jam e Red Hot Chili Peppers.

Oggi è tutto diverso, le tv sono ultra piatte e fungono da schermi per i nostri pc. In effetti la televisione come mia madre l’ha conosciuta, quella del Carosello o la mia, fatta di Super Car e Videomusic è andata da tempo.  Dell’idea tradizionale sopravvivono alcuni programmi e canali ma il futuro non è certo nel tubo catodico. Non c’è malinconia nelle mie parole, il passato è certamente interessante e soprattutto non va dimenticato ma infinite canzoni devono ancora essere scritte, come dice il mio “guru musicale” Keith Richards: non stiamo invecchiando, ci stiamo solo evolvendo.

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