Vorrei la pelle nera, dalla censura alla top 10

Prologo
la pelle nera Nino Ferrer
Ieri mattina ho viaggiato in autobus per andare a lavoro e ho assistito a una vergognosa scena di razzismo. Il bus è arrivato, eravamo circa 15 persone in quella fermata, l’autista è sceso è andato da un ragazzo nero e gli ha chiesto “tu ce l’hai il biglietto?” nel frattempo siamo saliti tutti nel bus e giustamente il ragazzo ha chiesto come mai la cosa fosse stata chiesta solo a lui. L’autista ha blaterato qualcosa e il ragazzo si è infastidito molto e gli ha detto “forse per il colore della mia pelle? Chiama i Carabinieri, questa è una cosa grave”. Alcuni dicevano al giovane di calmarsi, nel frattempo, il tempo di capire cosa stesse succedendo e il ragazzo si è seduto. Mentre mi passava accanto gli ho tenuto il braccio per dirgli “hai raione tu”, così io e un’altra ragazza abbiamo detto a voce alta “questo è razzismo”. La cosa, seppur fulminea e durata si e no 3 o 4 minuti mi ha scossa profondamente. Non avevo mai assistito a una scena di razzismo e se mai dovesse succedere una seconda volta sarò preparata. Ora, io quando medito sulle cose cerco sempre per deformazione da music-maniaca un riferimento musicale e in mio soccorso è venuta una meravigliosa canzonetta: Vorrei la pelle nera. 
 
La pelle nera, dalla censura alla top 10
La pelle nera è un pezzo scritto e inciso da Nino Ferrer nel 1967.
Ora nel 1967 si era in pieno movimento antiraziale, soprattutto negli Stati Uniti.  Solo qualche anno prima, nel 1963 Martin Luther King aveva condotto la Marcia in cui pronunciò lo storico discorso “I have a Dream..” Eventi importanti per la parità dei diritti civili furno anche la Freedom Summer del 1964 per i diritto al voto poi avuto nel 1965. Furono fatte alcune stragi per mano di attivisti politici, Malcolm X fu ucciso, nel 1966 fu eletto il primo senatore nero.. Il progresso verso l’uguaglianza in quei giorni stava facendo i giusti passi da gigante. In tutto questo la musica Black, Blues e gospel era stata portata alle stelle e in europa dilagavano i fans di Muddy Waters, Ray Charles, James Brown. Gli stessi Rolling Stones incisero inizialmente solo cover di questi immensi arrtisti neri.
Come accennato poco fa, la Pelle nera è un pezzo Rhytm and Blues del 1967 scritto e interpretato da Nino Ferrer. Il brano è un vero atto d’amore nei confronti degli artisti neri più influenti del periodo  da Wilson Pikkett a James Brown ed è inoltre stato scritto per diffondere un tema caldo come l’uguaglianza e la tolleranza diventando un inno anti razzista. Nel brano è citato anche Orval Faubus, un senatore americano contrario all’inserimento degli studenti neri nelle stesse scuole dei bianchi.
Il pezzo è stato in origine scritto in francese ma CENSURATO. Così Nino Ferrer al quale si poteva
Nino Ferrer
dire tutto tranne ciò che doveva o non doveva fare ha fatto i bagagli e si è trasferito in Italia.  Nel nostro Paese il pezzo fu subito ben accolto e Ferrer girò radio e televisione per la promozione del disco. La sua fama fu così grande che La pelle nera varcò i confini arrivando in Francia nella versione italiana. A quel punto la censura del pezzo fu abolita. Ora, questa è solo una canzonetta ok? Però immaginate la potenza di una semplice frase come “vorrei la pelle nera” cantata da tutti, proprio tutti i giovani dell’epoca. Ferrer è stato semplicemente un genio a con questo modo leggero di declinare con gioia e intelligenza un tema così scottante, rovente e tutt’oggi, a quanto pare, attuale, ha vinto tutto.
 
Epilogo
Stimo moltissimo Nino Ferrer in lui ho scoperto una voglia di sperimentazione  e libertà totali, dal Blues al Prog alla musica acida alle ballate ultra pop. Se non lo conoscete vi consiglio di esplorarlo perchè merita davvero.
 
Ehi, ehi, ehi dimmi Wilson Pickett
Ehi, ehi, ehi dimmi tu James Brown:
questa voce dove la trovate ?
Signor King, signor Charles, signor Brown
io faccio tutto per poter cantar come voi
ma non c’è niente da fare, non ci riuscirò mai
e penso che sia soltanto per il mio color che non va…

Ecco perché io vorrei, vorrei la pelle nera,
vorrei la pelle nera !!!

Ehi, ehi, ehi dimmi tu signor Faust, ehi, ehi, ehi dimmi come si fa
ad arrostire un negretto ogni tanto con la massima serenità
io dico Nino tu non ci dovresti pensar
ma non c’è niente da fare per dimenticar
‘sto maledetto colore di pelle che mi brucia un po’…

Ecco perché io vorrei… vorrei la pelle nera,
vorrei la pelle nera !!!
Ehi, ehi, ehi voi carissimi estinti
Ehi, ehi, ehi, voi che sapete già
voi che cantate gloriosamente per i pascoli dell’aldilà
ditemi se per entrare nel regno con voi
basta che ognuno si occupi dei fatti suoi
o se lì è tutto un affare di razza e color come qui…

Ad ogni modo vorrei, vorrei la pelle nera
vorrei la pelle nera, vorrei la pelle nera
vorrei la pelle nera, nera !!! Nera !!!

Poi vorrei stare laggiù
Abitare a New Orleans
Ascoltare il Missisippi, fare a pugni con gli amici
Tutti neri e musicisti, saper suonare la tromba
Poter parlare l’inglese, l’italiano non funziona per questa musica qui
Poi vorrei poter gridare
yeah, yeah, hey man!

Yeah, yeah, all right!

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