Hot Tuna, Double Dose

Questi giorni stavo ascoltando un po’ di vecchi album ed ero davvero intenzionata a scrivere un Post su Adrenalize dei Def Leppard fin quando, mentre facevo zapping venerdì notte molto tardi, ho sentito un pezzo che adoro e ho capito: oggi, lunedì 1 giugno avrei parlato di un disco del 1978, Double Dose degli Hot Tuna.
Partiamo dal presupposto che pubblicare un Live è sempre un’arma a doppio taglio, può infatti risultare una cosa noiosa o in alcuni casi essere uno dei migliori lavori di un artista. Quando si fa strada l’opzione due allora la band in questione è davvero fortunata, insomma il Live è il banco di prova no? Tra quelli riuscitissimi mi vengono in mente Va bene Va bene così live di Vasco, Aprite i Vostri Occhi dei Litfiba e Ac/Dc Live oltre Double dose, ovviamente, quelli peggio riusciti invece non me li ricordo proprio.
Gli Hot tuna sono un “side project” dei Jefferson Airplane composto da Jack Casady al basso e Jorma Kaukonen alla chitarra e voce, nato durante un Stop forzato ai lavori dei Jefferson, infatti, dopo un cambio formazione la band perse il lustro e l’entusiasmo dividendosi in due fazioni, questa e l’altra composta da Grace Silk e Kantner.
Jack Casady, Jorma KaukonenGli Hot Tuna tirarono fuori un sound diverso dalle caratteristiche altalenanti tra il Blues acustico e un “Hard Rock” raffinato; l’album presenta un lato A acustico caratterizzato da un interessante fingerpicking e dalla caldissima e nasale voce di Kaukonen in cui è contenuto il bellissimo pezzo Embrionic Journey, scritto proprio da lui.
Ora immaginiamoci un vinile, un doppio vinile, quindi 4 facce da guardare/ascoltare di cui il lato A è un’intro a qualcosa che non avverrà mai.
Passando al lato B il pezzo I Wish I would passa il testimone a un sound elettrico in cui l’interessante gioco basso-batteria fa da cornice a una chitarra aggressiva con wah-wah e jam session scontornate da assoli potenti. All’improvviso arriva Genesis di Kaukonen solista, un vero gioiello per le mie orecchie, mio padre la suona sempre e,  a parte la mia fortuna d’avere un grande chitarrista in famiglia, il pezzo è davvero superiore, forse avrei dovuto recensire Quah di Kaukonen? Lo farò un altra volta!
Insomma brani originali e cover son qui Hottunizzate ad arte a tal punto che alcuni pezzi son meglio qui che in studio, un colpaccio!
Gli Hot Tuna dopo aver fatto questo disco nel 1978 si son dissolti per ricomporsi magicamente all’inizio degli anni 90′. Double dose è un grande disco da avere in collezione. Garantito!

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