Addio Demis Roussos

aphrodite'schild roussos mortoQualche minuto fa ho acceso il pc per mettermi a recensire un disco di Lenny Kravitz, prima però ho guardato le notizie del giorno e ho cambiato idea dopo aver appreso della morte di un grande artista: Demis Roussos degli Aphrodite’s Child, una delle voci preferite di mia madre che ascolto e apprezzo da sempre, così mentre la Grecia festeggia il suo nuovo Presidente Demis è andato via.. 
Demis Roussos era un uomo di 69 anni dotato di una voce meravigliosa, calda e capace di passare facilmente dalle intramontabili It’s five o clock e Spring summer winter and falls a pezzi come The Beast più sperimentale e innovativa.
La sua collaborazione con gli Aphrodite’s Child durò 5 anni dal 1968 al 1972 culminati con l’album capolavoro 666 un concept dai risvolti esoterici e “dannatamente” progressive il cui tema gira attorno all’apocalisse di Giovanni. Assieme alle citazioni bibliche si trovano riferimenti ad avvenimenti contemporanei come il celebre concerto degli Stones ad Altamont durante il quale fu sventato un attentato a Jagger con conseguente morte di un giovane armato di pistola. Il disco procede a ritmi irregolari in cui i brani passano dai 30 secondi ai quasi 20 minuti senza tener conto della struttura standard dei “3 minuti”, regalando un Lp da collezione, intenso e imprevedibile.
Tra i brani non si può non ricordare “Infinity” in cui Roussos assieme a Irene Papas simularono un orgasmo destando numerose polemiche sia tra i critici sia tra il pubblico. Il suo sodalizio con Vangelis si interruppe nel 1972 senza intaccarne l’amicizia. La sua carriera solista è stata costellata di alcuni successi come We shall dance. La capacità di incorporare nella sua voce la millenaria tradizione ellenica miscelandola con la musica e la sua inconfondibile timbrica, caldissima ed effervescente, l’hanno reso uno dei più eleganti interpreti della musica degli anni 70′, che ancora continua ad ammaliare orecchie di tutte le età.
L’artista si è spento ad Atene dopo una malattia ieri 25 Gennaio 2015.
Rimangono tanti bellissimi dischi da riavvolgere all’infinito.
Ciao Demis.
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