Napoli Centrale, il disco, la stazione e Pino Daniele

Ormai da qualche giorno non si parla che della prematura scomparsa di Pino Daniele, un’artista tricolore che, nonostante io non abbia mai seguito, ho sempre apprezzato parecchio. Oggi si svolgeranno i funerali e ho deciso di omaggiarlo scrivendo un post sui Napoli Centrale, un gruppo progressive italiano di cui anche lui, per un periodo, ha fatto parte. 
Napoli me la immagino una città multicolor, multietnica, ricca d’arte e vicoli stretti. Tra i vari personaggi di fantasia, come in un presepe, spunta anche James Senese, il famoso sassofonista napoletano che assieme a Franco del Prete fondò nel 1975 i Napoli Centrale, nome ispirato dalla fermata principale della stazione ferroviaria di Napoli.
Il primo disco Napoli Centrale del 1975 scrive un bellissimo capitolo della musica italiana in cui la lezione di John Coltrane viene amabilmente condita e speziata di profumi mediterranei e partenopei. I testi affrontano temi sociali e popolari e il risultato è un bellissimo disco Fusion, di quelli che possono fare il giro del mondo in 80 secondi ed essere amati da chiunque. Nel disco è incluso il pezzo più famoso della band “Campagna”, oltre ad altri spettacolari come la ritmata  “viecchie, mugliere, muoirte e criature”.  Un disco che pare un eco dei polizieschi anni 70′ ma ambientati per le vie di Napoli, insomma un capolavoro.
Dopo il disco d’esordio, metà della band se ne andò a suonare ne “il rovescio della medaglia”, mentre resistettero i due co-fondatori. Il secondo lavoro, Mattanza, del 1976 è un altro pezzo da collezione, si apre con sonorità più prog e la bellissima voce di James Senese ma il discorso delle maestranze in studio qui è un po’ più complesso giacchè furono impiegati alcuni turnisti oltre ai nuovi mnembri della band. Il risultato è più in linea con le contemporanee sperimentazioni europee ma ha perso le “spezie mediterranee” che hanno reso il primo Lp così popolare e nostrano, fatta eccezione per il pezzo “O nonno mio”  Il successo internazionale del disco portò questa perla italiana direttamente al Festival di Montreaux, vincendo alcuni premi come disco dell’anno grazie alla qualità della registrazione, oltre che per l’indiscutuibile valore artistico.

Curiosità:
  • A equalizzare il suono in consolle in fase REC in Mattanza fu il celebre artista italiano Bobby Solo. 
  • Nel 1978 rimasti orfani di bassista, i Napoli Centrale ingaggiarono Pino Daniele, che si era inizialmente proposto come chitarrista ma al quale Senese rispose “Se vuoi suonare con noi procurati un basso”. In questi giorni ho avuto modo di sentire un’intervista all’artista in cui ha detto “Da subito capii che Pino era un artista molto dotato e sapevo che la sua abilità nello scrivere musica e testi l’avrebbe portato lontano”.

 

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