Kristi Stassinopoulou e la Grecia psichedelica

La musica di Kristi Stassinopoulou riesce a portare l’ascoltatore in una dimensione di non-tempo in cui colori caldi e profumi mediteranei si mescolano ai suoni urbani generando una sospensione a metà tra la modernità e la mitologia.

Kristi Stassinopoulou è un’artista ateniese molto rinomata nella scena alternativa greca. L’ho scoperta qualche anno fa su Lastfm e da allora non l’ho più abbandonata. Molto apprezzata nell’ambiente della World music riesce a fondere la tradizione con il rock psichedelico e l’elettronica. Collabora da molti anni con l’arrangiatore polistrumentista Stathis Kalyviotis con il quale ha realizzato almeno 5  album.
I suoi testi per lo più in greco, ma sempre tradotti in inglese, sembrano antichi versi bizantini o mitologici mentre la musica conserva la bellezza della tradizione trasportandola in una dimensione elettronica, come in Taxidoscopio, un diario di viaggio che lei e la band hanno fatto giro per l’Europa; tutti i pezzi sono stati scritti nei momenti morti quali fila in aeroporto, camerini, stanze d’albergo ecc.. L’album è stato inciso nell’autunno del 2006 ed è dedicato alla scomparsa Thaelia Iakovidou della quale sono inseriti nell’album alcuni pezzi. Vi consiglio l’ascolto degli album Echotropia (1999),  The secret of Rocks (2003), Taxidocopio (2007) e Greekadelia (2012), tutti dischi molto diversi tra loro. Tra i pezzi che preferisco vi sono The secret of Rocks dal disco omonimo, Trans Europa Van da Taxidocopio e We are thing, Fever e Trigona da Echotropia.

 

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