Sinead O’Connor: I’m not bossy, I’m the boss

Due anni di silenzio, si fa per dire,  son passati prima che Sinead O’Connor si facesse viva con il suo nuovo disco “I’m not bossy, I’m the Boss”. Recentemente è stata sotto i riflettori per aver scritto una lettera aperta a Miley Cyrus, esortandola ad andare piano con le provocazioni, in quanto per l’industria musicale lei è solo un prodotto, la giovane le ha risposto mettendo l’accento sulle sue condizioni psico-fisiche e ricordandole che anche lei è stata una giovane pop star. In un certo senso il disco potrebbe essere inteso come un continuo del discorso appena intrapreso con la ex biondina della Walt Disney.  
Ascolta il disco 
Il primo pezzo, afferma Sinead, è l’unico autobiografico, gli altri son differenti modi di spiegare l’amore e in effetti il disco regala 12 storie all about love. Il disco è stato realizzato in un ambiente familiare, con il suo produttore, ex marito, John Reynolds, e un gruppo d’amici tra cui il musicista Graham Kearns. Il lavoro è ispirato alla scena del Chicago Blues ma non è un lavoro di genere, vi sono echi folk, pezzi da ballare, passando per il Funk, alcuni sono a tratti rock, altri non lo sono per niente; rimane l’indissolubile rabbia della cantante a fare da collante. Sinead è riuscita a creare 12 storie in ognuna delle quali é presente il dolore, la rabbia mista alla gioia. Sembra un disco dei primi anni 90′, anzi no, questo lavoro non ha sonorità che lo ingabbino e lo definiscano e la cantautrice, qui, sembra rinascere, vale la pena ascoltarlo. 

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