Intervista. Su Scannu Sessions

Stavolta ho avuto il piacere di intervistare Alberto Bobo Murru, uno dei quattro fondatori de “Su scannu sessions”, un progetto dedicato a registrazioni live itineranti con artisti che suonano in acustico e che ha come protagonista una vecchia sedia verde. Oltre la buona musica, su scannu sessions valorizza luoghi caratteristici creando suggestioni audio-visive molto interessanti.

Com’è nato il progetto “Su scannu session”?
Inizialmente l’idea è venuta a me e al mio amico Marco Bocchetta, visto che siamo legati dalla musica e  in particolare dall’amore per le sessioni acustiche, così ci siamo procurati una macchina fotografica, un registratore e un computer. Abbiamo poi coinvolto un’altro amico, Antonio Congiu, che si occupa del montaggio e dopo varie peripezie durate circa un anno e mezzo siamo giunti a Sara Montalbano, la nostra videomaker.


Perchè la sedia?

Su scannu

Durante un trasloco Marco ha visto questa sedia sgangherata con sopra una chitarra e ha chiesto al padrone di poterle acquistare entrambe per 40 euro. Dietro c’è inoltre la simbologia del palco ridotto all’osso, infatti sino a 50 anni fa la sedia veniva usata dagli artisti al centro delle piazze come un vero e proprio palco; abbiamo voluto questo ritorno al passato anche perché non amiamo i grandi palcoscenici.

Come scegliete i luoghi?
Marco fa il bombolaio quindi gira molto e conosce davvero tantissimi luoghi, così abbiamo iniziato ad appuntarli per poi farli diventare le nostre location di registrazione, il primo video per esempio è stato fatto in un luogo vicino al suo posto di lavoro. 
Vi ho conosciuti per caso sulla pagina di The Heart & The void, appena pubblicato il primo video e mi sono subito appassionata al vostro progetto, immagino ci dedichiate tanto tempo..
Su Scannu session è un bell’impegno,  senza scopo di lucro, anzi ci stiamo quotando per portarlo avanti ma è molto gratificante, col tempo stiamo cercando di farlo crescere.
Portare avanti un progetto del genere ti fa conoscere molti musicisti, io ho iniziato col programma su radio pigre.co, ora diventato Blog e ho avuto modo di intervistare diversi artisti, questa opportunità per me ha un grande valore..
Esatto, per esempio con Joe Perrino abbiamo poi fatto amicizia, siamo andati al bar, in generale abbiamo incontrato molti artisti disponibilisissimi.. ora vorremmo portare il progetto all’interno dei festival, in modo da realizzare delle session de “su scannu” al loro interno.
Un altra cosa interessante è che i vostri video valorizzano il territorio..
Questa è stata una delle motivazioni che ci hanno spinto a iniziare, è una chiave fondamentale; in tanti svolgono progetti simili al nostro, hanno buoni artisti ma non hanno paesaggi suggestivi, noi invece miriamo proprio a  una miscela di musica e paesaggio. Nel secondo video di Joe Perrino per esempio, abbiamo voluto creare il contrasto tra il ponte arruginito, la città dietro e il vecchio barcone  che è lì forse dagli anni ’50.  L’intento è di legare luoghi e artisti che meriterebbero più visibilità anche grazie a quelli che nel panorama sardo hanno una  certa importanza, come  Claudia Aru. 

Simone Scifoni

Come contattate gli artisti?

Alcuni come The Heart & the Void, sono amici, gli altri invece li contattiamo tramite social network, come Simone Scifoni. Preferiamo questa comunicazione perché è meno fredda di una mail, che suona un po’ più professionale. Altri invece ci contattano, come hai fatto tu, e si propongono per partecipare a su scannu. Talvolta però non viene capito il progetto, invece dietro c’è un’idea precisa, una programmazione, abbiamo inoltre già i primi 25 artisti, quindi i primi 50 video in scaletta.  La cosa paradossale è che talvolta a persone splendide in musica non corrispondono uffici stampa adeguati, quindi nel caso di alcuni musicisti è difficile mettersi in contatto.


Sembrate già abili nel vostro lavoro, il progetto fila perfettamente, apparentemente semplice per chi lo vede, in realtà ha senz’altro una ricerca dietro ben precisa e strutturata.

Sicuramente, è trascorso un anno e mezzo tra la nascita dell’idea e la realizzazione del primo video, quindi abbiamo avuto modo di lavorarci. 

Quanto bisogna essere “imprenditori” per portare avanti un progetto del genere? Anche se amatoriale, su scannu sessions è fatto in maniera professionale. In termini di marketing, avete un “prodotto finito” e siete molto chiari nei vostri intenti: ritroviamo sempre la sedia, la musica, uno scenario nuovo e suggestivo, insomma le riprese seguono una linea ben precisa. 
Come abbiamo avuto l’idea del progetto ci siamo confrontati con un nostro amico commercialista, chiedendo un consiglio di taglio pratico, in modo che, arrivando a un’eventuale proposta, sapremo come comportarci. Il progetto è nato senza pretese ma vogliamo farlo crescere, e ci siamo rivolti a un commercialista in modo da capire se stare sotto un grande cappello o fare da soli. Abbiamo in testa alcune cose che ci permetteranno di allargare un po’ la dimensione de “su Scannu”, quindi la mentalità organizzativa, più che imprenditoriale, è fondamentale. Noi siamo 4 teste e questo è un valore aggiunto, inizialmente nella fase di progettazione e ora sul campo, cerchiamo di seguire delle linee guida. 
Hai qualche dritta per tutte quelle persone creative che hanno idee interessanti ma non riescono a farle decollare?
  1. Scegliere un argomento in cui si è competenti o avvalersi della collaborazione di persone che lo sappiano fare, come abbiamo fatto noi mentre cercavamo Sara, la nostra videomaker.
  2. Pazienza: abbiamo aspettato un anno e mezzo prima di fare il primo video e non abbiamo mollato, anche se c’è stata la tentazione
  3. Coperativismo: credere nelle persone è fondamentale. 
  4. Partire dalle cose semplici, in base alle proprie disponbilità, cercando di trovare un compromesso tra l’idea che si vuole realizzare e i mezzi che si hanno a disposizione.
  5. Sfruttare i social network, anche se è difficile se non sei esperto
  6. Partire dalle cose semplici ma senza pensare in piccolo, ponendosi via via dei micro obiettivi, degli step, cercando di costruire man mano un discorso più ampio. 
  7. Essere positivi
Concordo su tutti i punti, avere una buona idea nel cassetto non significa essere un buon regista o un buon musicista, quindi la cooperazione con professionisti è fondamentale per farla decollare.

Un pomeriggio piacevole, quello che ho trascorso con Alberto e la mia  amica “partner in Crime” Paola, che mi accompagna spesso per le interviste. Su Scannu sessions si presenta come un progetto agli esordi (il primo video è stato pubblicato solo lo scorso luglio), ma da subito di alta qualità. Per rimanere aggiornati potete iscrivervi alla loro pagina Facebook o Youtube



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