Depravity, Patti Smith’s NEW ALBUM!

Patti Smith Depravity



Ieri è uscito un bel Live di Patti Smith, si intola Depravity (New York May 28th 1975).
Se penso a questa artista, la prima cosa che posso dire è che l’ho vista una sola volta, ma quello è stato uno dei concerti più intimi ai quali io abbia mai assistito. Si doveva stare seduti ma io, senza rendermi conto, ero li, in piedi davanti al palco, seguita a ruota da amici e altri fan. Una collettività che, in un antico e suggestivo anfiteatro romano, era completamente avvolta dall’ammaliante voce e personalità della Patti. Non starò qui a raccontarvi quanto l’ammiri, sarebbero tutte parole in più. Siamo qui per ascoltare il nuovo disco, no? Ascoltiamolo
Patti Smith depravity liveDepravity è un Live in cui non mancano le acute e onnipresenti, introduzioni fuori programma della Signora Smith. L’album è perfetto, mistico, introspettivo e intimo. La sensazione al primo ascolto (ma anche al secondo) è quella d’essere tra il pubblico e riconoscersi in quello scrosciare di mani. L’album riporta alla mente il concerto al quale ho assistito: spontaneità, musica eseguita senza fronzoli da una donna che si presenta al suo pubblico come centro del proprio pensiero, senza finzione. Il disco è decisamente contro corrente in un momento in cui -troppo spesso- i veri autori sono i discografici e i cantanti sono solo esecutori; fa sperare che esistano ancora momenti in cui l’artista possa essere vero e nudo davanti al suo pubblico, raccontando esperienze comuni, condivisibili eppure personali. Certo questo è un live del 1975 ma potrebbe anche essere del 2015. Who knows?
Bello, bellissimo disco, semplice e onesto come la sua autrice. 10+++

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