Paul McCartney ascolta Battisti!

Che piaccia o no Lucio Battisti è stato un importante spartiacque nella concezione della musica pop italiana; la sua creatività fresca, nuova e leggera è stata infatti uno dei più grandi fari musicali italiani del secolo scorso. 
“Molti non sanno, ad esempio, che tramite Paul McCartney, che aveva tutti i suoi dischi, è stato avvicinato dai produttori dei Beatles che avrebbero investito milioni di dollari su di lui per il mercato americano. Rifiutò perché gli sembrava eccessivo dover dare ai produttori il 25%!” (Mogol)


Il 4 Marzo 1969 uscì il suo primo album “Lucio Battisti” con il quale riuscì a fondere il meglio della tradizione melodica tricolore con le influenze della nuova scena musicale americana (Lucio amava particolarmente i cantanti Rhytm and Blues come Otis Redding e Ray Charles). Tutti conoscono il suo magnifico sodalizio con il paroliere Mogol, con il quale ha scritto alcune delle pagine più belle e spensierate della musica italiana, già perché la musica può essere anche spensierata, non sempre è richiesto il testo intellettuale per scaldare il cuore del pubblico. In realtà Battisti ha trattato anche tematiche sociali con finta leggerezza (introspettiva solo a posteriori), abbinando un testo di denuncia alla musica leggera, pensiamo al brano “Anche per te”
Nel ’74, dopo un viaggio in Brasile uscì il disco “Anima latina”, dove lo sperimentalismo, complice la PFM, ne è il fulcro centrale.
“Con Anima Latina aveva scoperto una vita diversa, che forse gli piaceva di più ma che in quel momento, per vari motivi, non poteva mettere in pratica. Per questo ad Anima Latina fecero seguito alcuni dischi un po’ più convenzionali. Il periodo con Panella, a mio avviso, riprende proprio il discorso rimasto in sospeso dopo quell’album innovativo”. (Marengo)

Il primo disco di Battisti senza Mogol “E già”(con testi composti da sua moglie), risale al 1982: qui l’elettronica è il centro dell’intero lavoro in cui è stata completamente abolita la strumentazione tradizionale e tutte le basi sono composte con sintetizzatori e tastiere elettroniche; lui che a cavallo tra gli anni 60′ e i 70′ era diventato il re del POP italiano, riuscì con questo disco a staccarsi completamente dalla tradizione, lasciandosi cullare dalle moderne tecnologie. 
Dal disco successivo iniziò il suo sodalizio con Pasquale Panella i cui testi difficili, ricchi di giochi di parole e più impegnati rispetto a quelli della discografia precedente, segnarono un’ulteriore novità per i suoi ascoltatori.
Battisti era un uomo irrequieto, sempre all’avanguardia, che mal vestiva i panni dell’eterno sanremese, sperimentando con audacia la musica latina, quella progressive o elettronica. Lucio è stato un artista a tutto tondo che per amore del progresso e dell’innovazione  ha collezionato sia successi che insuccessi commerciali. Se si parla del suo carattere, è risaputo che, fin dagli esordi, fu un tipo schivo e riservato, non sopportava i giornalisti e si batteva in continuazione per tenere al sicuro la sua vita privata, insomma, nel’epoca in cui il gossip diventava la pubblicità più importante, Battisti si rivelò un uomo senza fronzoli che, completamente a modo suo e senza scendere a compromessi, ha saputo rivoluzionare il modo di intendere la musica italiana.
 “Un artista non può camminare dietro il suo pubblico, un artista deve camminargli davanti”. (Lucio Battisti)



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