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Arbeit Macht frei, Area international POPular group

A proposito di Area International POPular Group, la settimana scorsa curiosando su Facebook ho letto questa notizia:
“Oggi, io e Paolo Tofani, abbiamo terminato la masterizzazione di Arbeit macht frei e Caution Radiation Area in vista della prossima pubblicazione da parte della Sony. Confesso che ci sono stati diversi momenti di intensa commozione ad ascoltare musica  fatta con amici che non ci sono più, ma è anche stata un’esperienza entusiasmante. Cazzo! Quei vecchi nastri suonano di brutto!!” 
(Patrizio Fariselli)

E come dargli torto? Arbeit Macht frei e Caution radiation area sono tra i dischi più raffinati del panorama musicale italiano di sempre. Uscito con la Cramps records nel 1973 Arbeit macht frei richiama riporta alla mente i campi di concentramento, ma si colloca in un momento storico particolare, fatto di contestazioni, prese di coscienza e profondi rinnovamenti culturali. Il disco è il simbolo della supremazia dell’Arte come atto contemporaneo popolare in cui l’artista inserito nel contesto storico e sociale cui appartiene si fa promotore di una nuova società. Il disco è composto da 6 tracce condensate in 36 minuti e il suo mood è la fusione sperimentale dei generi, infatti definirlo progressive sarebbe riduttivo.
  • Luglio, Agosto, Settembre (Nero) è un pezzo ispirato alla guerra israelo-palestinese e si presenta come un inno alla pace. Si apre con una voce di donna che recita una poesia in lingua araba in cui lei esorta il proprio compagno a deporre le armi. Dopo circa un minuto la poesia lascia spazio a un calderone musicale denso come magma, ricco di suoni e sperimentazioni. Ascolta
  • Arbeit Macht Frei è invece un brano impossibile, troppo giusto. Dai ritmi talvolta quasi funky, è un esplosione devastante. Si apre con un ingresso timido delle percussioni che man mano si arricchiscono di basso, fiati, e un hammond da infarto. Arriva poi il momento di un collettivo virtuoso (mai stucchevole) e poi lui: Demetrio Stratos, punto nervralgico di questa composizione. Ascolta
  • Consapevolezza è proseguo  perfetto, dal ritmo jazzato e con improvvisi cambi e rallentamenti dovuti ai lavori in corso, il brano pare urlare: “anche io ho un valore!” Ascolta
  • Segue il filo anche Le labbra del tempo in cui si percepisce come una rabbia dopo il risveglio, l’autodeterminazione
    dell’individuo, l’esplosione dell’IO. Ascolta
  • 240 km da Smirne è un viaggio strumentale, fusion, una pausa di riflessione prima dell’epilogo. Ascolta
  • L’abbattimento dello zeppelin degno finale dai toni teatrali, trasforma il suono in immagini infuocate che incorniciano l’inevitabile schianto dello zeppelin. Un delirante Demetrio frantuma la voce rendendola il simbolo “ideale” del capitalismo sconfitto. Ascolta
La sperimentazione degli Area con Demetrio Stratos è giunta al capolinea nel 1979 anno in cui il cantautore greco morì per un male incurabile.

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